Qual è la differenza tra mantenimento dei figli e dell'ex coniuge a livello fiscale?

Spiegazione dettagliata delle disparità di trattamento fiscale tra l'assegno per l'ex coniuge (deducibile) e quello per i figli (non deducibile) per genitori single.

La risposta in breve

La differenza principale risiede nella deducibilità fiscale: l'assegno versato per il mantenimento dell'ex coniuge è totalmente deducibile dal reddito di chi lo paga e costituisce reddito tassabile per chi lo riceve. Al contrario, l'assegno per il mantenimento dei figli non è mai deducibile per chi lo versa e non costituisce reddito per i figli o l'altro genitore. In sintesi, lo Stato concede un'agevolazione fiscale solo sulla quota destinata all'ex partner, non su quella destinata alla prole.

Il regime fiscale per l'ex coniuge

L'assegno periodico corrisposto all'ex coniuge a seguito di separazione legale o divorzio è considerato un onere deducibile ai fini IRPEF art. 10, comma 1, lett. c del TUIR. - Per chi paga: Può sottrarre l'intero importo annuo dal reddito complessivo, riducendo le tasse da pagare. - Per chi riceve: La somma va dichiarata nel modello 730 o Redditi come 'reddito assimilato a quello di lavoro dipendente'. Attenzione: non sono deducibili le somme corrisposte in un'unica soluzione una tantum. Per approfondire le modalità di pagamento, consulta la nostra /guide/assegno-divorzile-una-tantum-vs-periodico.

Perché il mantenimento figli non è deducibile?

Le somme destinate al mantenimento dei figli seguono regole opposte: 1. Nessun beneficio per chi versa: Il genitore che paga l'assegno non può scaricare queste somme dalle tasse. Questo perché il mantenimento è considerato un adempimento di un obbligo naturale e civile che non genera agevolazioni dirette sul reddito. 2. Esclusione dal reddito per chi riceve: Il genitore collocatario che riceve le somme per i figli non deve dichiararle; queste somme sono "neutre" ai fini fiscali. 3. Detrazioni per carichi di famiglia: Anche se non deducibile, il genitore che mantiene i figli ha diritto alle detrazioni IRPEF per figli a carico, solitamente ripartite al 50% tra i genitori, salvo accordi diversi. Per capire meglio come gestire la ripartizione, leggi la nostra /faq/detrazioni-figli-a-carico-genitori-separati.

Cosa succede se l'assegno è unico e non distinto?

Spesso la sentenza di separazione indica un importo cumulativo. Se l'atto non specifica quale parte sia destinata ai figli e quale al coniuge, la legge stabilisce che il 50% della somma si considera destinata ai figli. Pertanto, solo la restante metà potrà essere dedotta dal dichiarante. È quindi fondamentale che negli accordi di separazione le voci siano distinte chiaramente per massimizzare i benefici fiscali. Se hai dubbi sulla tua sentenza, puoi consultare i termini comuni nel nostro /glossario/sentenza-di-separazione.