Principio di proporzionalità

Il principio di proporzionalità definisce la ripartizione del mantenimento dei figli in base alle reali capacità economiche di ciascun genitore.

Definizione del termine

Il principio di proporzionalità è il criterio giuridico stabilito dall'articolo 337-ter del Codice Civile, secondo cui ciascuno dei genitori deve provvedere al mantenimento dei figli in misura proporzionale alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo. Non si tratta di una divisione paritaria 50/50 automatica, ma di una ripartizione basata sulle reali disponibilità economiche di ogni parte.

Applicazione nella genitorialità

Nel contesto dei genitori single e separati, questo principio guida il giudice o l'accordo tra le parti nella determinazione del quantum dell'assegno di mantenimento. Per calcolarlo si tiene conto: - Del reddito percepito da entrambi i genitori. - Dei tempi di permanenza presso ciascun genitore. - Delle risorse economiche complessive e del tenore di vita goduto in costanza di convivenza. È il motivo per cui, se un genitore guadagna significativamente più dell'altro, sarà tenuto a contribuire in misura maggiore alle spese per i figli.

Rilevanza legale e pratica

Oltre al contributo ordinario, il principio di proporzionalità si applica tipicamente anche alla suddivisione delle spese straordinarie/glossario/spese-straordinarie. In sede di separazione o divorzio, è fondamentale che i genitori dichiarino correttamente i propri redditi per garantire che il carico finanziario rispetti l'equilibrio previsto dalla legge, tutelando prioritariamente il benessere dei minori.