Diritto di abitazione

Il diritto di abitazione è il diritto riconosciuto dal giudice al genitore collocatario di continuare a vivere nella casa familiare per tutelare la stabilità dei figli.

Definizione del termine

Il diritto di abitazione nell'ambito del diritto di famiglia rappresenta il potere di continuare a risiedere nella casa familiare a seguito di una separazione o di un divorzio. Non si tratta di un diritto di proprietà, ma di un diritto di godimento dell'immobile finalizzato a tutelare l'interesse della prole.

Il diritto di abitazione per i genitori single

Per un genitore single, l'assegnazione della casa familiare è uno dei punti più delicati della separazione. Il giudice attribuisce solitamente il diritto di abitazione al genitore presso cui i figli sono collocati il cosiddetto genitore collocatario, indipendentemente da chi sia l'effettivo proprietario dell'immobile. L'obiettivo primario è garantire ai figli la conservazione dell'ambiente domestico, evitando loro l'ulteriore trauma di un trasloco e mantenendo intatte le loro abitudini di vita e le relazioni sociali nel quartiere.

Durata e revoca del diritto

Il diritto di abitazione permane finché i figli sono minorenni o, se maggiorenni, non sono ancora economicamente autosufficienti e convivono con il genitore. Tale diritto può venire meno se: - Il genitore assegnatario smette di abitare stabilmente nella casa. - Il genitore assegnatario contrae nuovo matrimonio o inizia una convivenza more uxorio nell'immobile. - I figli raggiungono l'indipendenza economica o si trasferiscono altrove.