Spese straordinarie per i figli: cosa sono e come si dividono?
Guida completa alle spese straordinarie per i figli: elenco delle voci incluse, modalità di ripartizione tra genitori single e regole per la richiesta di rimborso.
In breve: cosa si intende per spese straordinarie?
Le spese straordinarie sono tutti quei costi necessari per la crescita dei figli che, per la loro natura occasionale, imprevedibile o eccezionale, non sono inclusi nell'assegno di mantenimento mensile. Generalmente, queste spese vengono ripartite al 50% tra i genitori, salvo diverse disposizioni del giudice o accordi specifici tra le parti es. 60/40 in base al reddito.
Elenco delle principali spese straordinarie
Per evitare conflitti, la giurisprudenza e i protocolli dei Tribunali italiani distinguono le spese in tre categorie principali: 1. Spese scolastiche: Come gite scolastiche, libri di testo, tasse universitarie, corsi di recupero e corredo scolastico di inizio anno. 2. Spese mediche: Visite specialistiche, interventi chirurgici, cure odontoiatriche apparecchi, occhiali da vista e terapie riabilitative non coperte dal SSN. 3. Spese ludiche e ricreative: Centri estivi, attività sportive iscrizione e attrezzatura, corsi di lingua o musica, patente di guida. È importante consultare il glossario/spese-straordinarie per una definizione legale ancora più dettagliata.
Il riparto e la necessità del consenso preventivo
Non tutte le spese extra richiedono il consenso preventivo dell'altro genitore. Si distinguono infatti in: Spese obbligatorie o indifferibili: Spese mediche urgenti o tasse scolastiche obbligatorie. In questo caso, il genitore che le anticipa ha diritto al rimborso anche senza aver avvisato l'altro. Spese subordinate al consenso: Spese per attività extra-scolastiche o ludiche es. il corso di tennis o la scuola privata. Prima di effettuarle, è necessario inviare una comunicazione scritta raccomandata o PEC, ma spesso basta un messaggio chiaro e attendere il consenso. Se l'altro genitore non risponde entro un termine prestabilito solitamente 10 o 15 giorni, il silenzio può essere interpretato come assenso. Per approfondire la gestione dei conflitti su questo tema, leggi la nostra guida su /guide/gestione-conflitti-spese-figli.
Come richiedere il rimborso e cosa fare se l'ex non paga
Per ottenere il rimborso, il genitore che ha sostenuto la spesa deve presentare la documentazione fiscale fatture, ricevute, scontrini parlanti all'altro genitore, solitamente entro il mese successivo all'esborso. In caso di mancato pagamento, la sentenza di separazione o il verbale di omologazione costituiscono titolo esecutivo: ciò significa che si può procedere al recupero crediti forzoso senza dover iniziare una nuova causa, purché la spesa sia documentata e rientri nelle categorie stabilite.