Rimborso spese mediche straordinarie: come funziona?

Il rimborso delle spese mediche straordinarie per i figli è generalmente ripartito al 50%. Scopri quali spese richiedono il consenso e come documentarle correttamente.

La risposta in breve

Il rimborso delle spese mediche straordinarie avviene solitamente nella misura del 50% ciascuno, salvo diversa indicazione contenuta nella sentenza di separazione o divorzio. Queste spese sono quelle che esulano dal normale assegno di mantenimento che copre solo le visite di routine e i farmaci da banco. Per ottenere il rimborso, è necessario presentare all'altro genitore la documentazione fiscale fattura o scontrino parlante entro i termini stabiliti o, in mancanza, entro un tempo ragionevole.

Spese obbligatorie vs Spese da concordare

Non tutte le spese mediche richiedono il consenso preventivo dell'altro genitore. Si distinguono in due categorie principali: 1. Spese mediche indifferibili e urgenti: Interventi di pronto soccorso, cure per malattie acute o acquisto di farmaci salvavita. In questi casi, il genitore che sostiene la spesa ha diritto al rimborso anche senza aver avvisato preventivamente l'altro. 2. Spese mediche concordate: Interventi estetici es. apparecchio per i denti non funzionale, visite specialistiche non urgenti o terapie psicologiche. Per queste, è fondamentale inviare una comunicazione scritta preferibilmente via email o PEC e attendere il consenso. Per un elenco completo, consulta la nostra guida alle spese straordinarie/guide/spese-straordinarie-elenco-completo.

Procedura corretta e documentazione

Per evitare contestazioni e ritardi nei pagamenti, è bene seguire una procedura precisa: Comunicazione: Informa l'altro genitore della necessità della spesa via scritta. Tracciabilità: Effettua il pagamento con metodi tracciabili bonifico, carta. Documentazione: Invia copia della fattura o della ricevuta fiscale. La fattura deve essere intestata al figlio o, in alternativa, pro quota ai genitori per permettere la detrazione fiscale a entrambi. Detrazioni: Ricorda che chi sostiene la spesa può detrarre la propria quota nel 730. Se un genitore rimborsa la sua parte, avrà diritto alla detrazione corrispondente. Per capire meglio come muoverti legalmente in caso di divergenze, leggi la nostra guida sul /glossario/affidamento-condiviso.

Cosa fare se l'ex non rimborsa?

Se l'altro genitore si rifiuta di pagare nonostante la spesa sia documentata e necessaria o concordata, la ricevuta costituisce un titolo per agire. In molti tribunali, il protocollo prevede che, in assenza di un dissenso motivato espresso entro un termine breve solitamente 10-15 giorni dalla ricezione della proposta, il silenzio valga come assenso. Se il rifiuto persiste, è possibile procedere con un atto di precetto basandosi sulla sentenza di separazione. Ti consigliamo di approfondire l'argomento nella sezione dedicata al /blog/mantenimento-separazione-divorzio.