Come funziona la modifica dell'assegno di mantenimento?
La modifica dell'assegno di mantenimento richiede la prova di nuovi fatti economici o personali sopravvenuti. Può essere ottenuta per accordo tra le parti o tramite ricorso al Tribunale.
In sintesi: come si modifica l'assegno?
Per modificare l'importo dell'assegno di mantenimento è necessario che si siano verificati giustificati motivi sopravvenuti dopo la sentenza di separazione o divorzio. La procedura può essere attivata in ogni momento, sia in modo consensuale tramite accordo tra le parti sia in modo giudiziale tramite ricorso in tribunale, a patto di dimostrare un mutamento rilevante nelle condizioni economiche di uno dei genitori o nelle esigenze dei figli.
I presupposti: quando si può chiedere la revisione?
Non basta un piccolo cambiamento per ottenere la revisione. La legge richiede che siano intervenuti fatti nuovi e rilevanti, come: Peggioramento economico dell'obbligato: perdita del lavoro, cassa integrazione o gravi problemi di salute. Miglioramento economico del beneficiario: il genitore che riceve l'assegno trova un impiego meglio retribuito o riceve un'eredità cospicua. Aumento delle esigenze dei figli: con la crescita es. passaggio dalle scuole medie all'università, le spese ordinarie possono aumentare sensibilmente. Nuova famiglia: la nascita di altri figli o la convivenza stabile possono talvolta influire sulla capacità reddituale, sebbene non siano automaticamente motivo di riduzione. Per approfondire cosa rientra nelle spese ordinarie e straordinarie, consulta la nostra guida sulle spese straordinarie/faq/spese-straordinarie-mantenimento-elenco.
La procedura: i tre modi per ottenerla
Esistono tre strade principali per procedere alla modifica: 1. Ricorso congiunto Consensuale: Se i genitori sono d'accordo, possono presentare un ricorso congiunto in Tribunale. È la via più rapida ed economica. Il giudice verificherà che l'accordo tuteli l'interesse dei minori e omologherà la modifica. 2. Negoziazione Assistita: Attraverso i rispettivi avvocati, i genitori possono sottoscrivere un accordo di modifica senza passare per l'aula di tribunale. L'accordo viene poi trasmesso al Procuratore della Repubblica per l'autorizzazione. 3. Ricorso Giudiziale: Se non c'è accordo, il genitore interessato deve depositare un ricorso tramite avvocato. In questo caso, sarà necessario fornire prove documentali buste paga, estratti conto, contratti che dimostrino il mutamento della situazione economica. Ricorda che finché non interviene un nuovo provvedimento del giudice o un accordo formale, resta valido il vecchio importo: non è possibile autoridursi l'assegno unilateralmente. Per maggiori dettagli legali, leggi la nostra guida alla separazione giudiziale/guide/differenza-separazione-consensuale-giudiziale.
Da quando decorre il nuovo importo?
In Italia, la modifica delle condizioni di mantenimento non ha quasi mai effetto retroattivo. Questo significa che l'aumento o la riduzione dell'importo decorrono solitamente dalla data della domanda il deposito del ricorso e non dal momento in cui è avvenuto il cambiamento economico. Per questo motivo, è fondamentale agire tempestivamente non appena si verifica il mutamento delle condizioni, per evitare di accumulare debiti o di perdere somme necessarie al sostentamento dei figli. Se hai dubbi sui termini legali, consulta il nostro glossario sui termini della separazione/glossario/condizioni-di-separazione.