Mantenimento figli: come si calcola e quali sono le regole?
Il mantenimento dei figli è un obbligo proporzionale al reddito di ogni genitore e mira a garantire al minore lo stesso tenore di vita precedente alla separazione.
In sintesi: come funziona il mantenimento?
Il calcolo del mantenimento dei figli non avviene tramite una tabella fissa universale, ma segue il principio di proporzionalità. In caso di separazione o divorzio, entrambi i genitori devono contribuire al mantenimento in misura proporzionale al proprio reddito e alle proprie capacità di lavoro casalingo o professionale. L'obiettivo è garantire al figlio un tenore di vita analogo a quello goduto durante la convivenza dei genitori.
I criteri per determinare l'importo
Per determinare l'importo dell'assegno di mantenimento, il giudice o i genitori in fase di accordo valuta diversi parametri fondamentali: 1. Le attuali esigenze del figlio: istruzione, salute, sport e socialità. 2. Il tenore di vita goduto in costanza di convivenza: si cerca di minimizzare il trauma economico della separazione. 3. I tempi di permanenza presso ciascun genitore: chi trascorre più tempo con i figli sostiene più spese dirette vitto, utenze. 4. Le risorse economiche di entrambi i genitori: stipendi, proprietà immobiliari e capacità lavorativa residua. 5. La valenza economica dei compiti domestici e di cura: il lavoro svolto dal genitore collocatario ha un valore monetizzabile. Per approfondire i dettagli legali, consulta la nostra /guide/mantenimento-figli-criteri-legali.
Differenza tra spese ordinarie e straordinarie
È fondamentale distinguere tra due tipologie di esborso: Assegno di mantenimento ordinario: È una cifra fissa mensile destinata a coprire le esigenze quotidiane vitto, abbigliamento, spese per la casa, cancelleria scolastica, farmaci da banco. Spese straordinarie: Sono eventi imprevedibili o saltuari viaggi studio, interventi chirurgici, apparecchi ortodontici, patente. Solitamente queste vengono divise al 50%, ma in base al reddito la ripartizione può variare es. 70/30. Puoi trovare un elenco dettagliato nella nostra /faq/spese-straordinarie-mantenimento.
Fino a quando va pagato il mantenimento?
L'obbligo di mantenimento non termina automaticamente con il raggiungimento dei 18 anni. Il genitore deve continuare a versare l'assegno finché il figlio non raggiunge l'indipendenza economica o non viene provata la sua colpevole inerzia ovvero se il figlio non studia e non cerca lavoro volontariamente. In caso di variazioni significative del reddito perdita del lavoro, nuova famiglia, aumento salariale, è possibile richiedere una modifica delle condizioni. Scopri come fare nel post /blog/revisione-assegno-mantenimento-condizioni.