Come gestire al meglio il tempo dopo la separazione

Quando hai più di un figlio, il tempo da dedicare individualmente non è mai abbastanza.

<h3><ins>&nbsp;<strong>Uno alla volta, preferibilmente dopo i pasti.</strong></ins></h3> <p><strong>Quando hai pi&ugrave; di un figlio, il tempo da dedicare individualmente non &egrave; mai abbastanza.&nbsp;</strong>Riesco a ritagliarmi qualche ora mentre uno dei due ha l&39;allenamento settimanale, cos&igrave; da relazionarmi con loro in modo esclusivo e cercando di avere una conversazione tranquilla, senza doverli riprendere nei termini o nei modi. Infatti mentre la&nbsp; la maggiore &egrave; graziosa come una libellula e diretta come un taglialegna quando si arrabbia, il piccolo ha la capacit&agrave; di reagire nel modo pi&ugrave; cavernicolo del mondo soprattutto quando lei tocca i soliti tasti dolenti. Il principio &egrave; lo stesso per cui da piccolo la mordeva come fosse stato un <em>rottweiler</em> e lei aveva sul corpo questi innumerevoli orologi senza tempo. Fiumi di lacrime incontenibili. Fauci spalancate. E una fornitura costante di cerotti colorati.</p> <p><strong>Questo week end ero di turno, ma la signorina di casa aveva un impegno inderogabile:</strong> un <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/torneo" target="blank" rel="noopener nofollow" title="torneo" data-wpil-keyword-link="linked">torneo</a> di volley che la avrebbe impegnata per tre giorni al mare. Lei era elettrizzata all&39;idea, suo fratello quasi non ha notato i preparativi e io ero contenta di questa &ldquo;<em>prima volta</em>&rdquo;, che tutto sommato riuscivo a gestire senza parlare di anticoncezionali e dell&39;importanza nel fare la cosa giusta al momento giusto. Proiettata verso questa nuova esperienza, mi sono accorta solo in un secondo momento del rovescio della medaglia: avevo a disposizione una marea di tempo per stare con il mio secondogenito, che raramente mi spupazzo e mi gestisco in completa solitudine. E&39; stata una gran bella sorpresa.</p> <p><strong>Innanzitutto perch&eacute; avevano ragione i romani sul motto &ldquo;<em>dividi et impera</em>&rdquo;.</strong> Con un figlio solo &egrave; stata una <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/passeggiata" target="blank" rel="noopener nofollow" title="passeggiata" data-wpil-keyword-link="linked">passeggiata</a>. E non sottovalutiamo che &egrave; un maschio italico di otto anni, quindi la preadolescenza per fortuna &egrave; lontana ancora anni luce. Abbiamo sistemato casa e mi ha aiutato molto volentieri. Ha giocato con le sue macchinine senza lamentarsi di niente. Mi ha accompagnato al cinema sabato sera e mi sono sentita veramente lusingata, anche perch&eacute; i <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/genitori-con-figli" target="blank" rel="noopener nofollow" title="figli" data-wpil-keyword-link="linked">figli</a> a quell&39;et&agrave; vedono ancora la mamma come la creatura pi&ugrave; speciale del mondo e io, lo ammetto, ne avevo davvero bisogno. E&39; un bambino molto spassoso e divertente ma anche un gran chiacchierone, e questo ho come l&39;impressione che sia frutto dell&39;influsso dei geni materni. Ha sentito un po&39; la nostalgia della sorella e abbiamo cercato di sopperire con coccole, grattini notturni e una luce accesa in corridoio, visto che un letto vuoto lascia disorientati ad ogni et&agrave;.</p> <p><strong>Meraviglioso anche il momento in cui ci siamo ritrovati tutti e tre, l&39;ultimo giorno di torneo</strong>. Mia figlia ci &egrave; venuta incontro con un sorriso splendido e una coda di <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/passeggiate-a-cavallo" target="blank" rel="noopener nofollow" title="cavallo" data-wpil-keyword-link="linked">cavallo</a> da perfetta pallavolista e suo fratello subito si &egrave; avvicinato per chiederle a che ora giocava. Abbiamo fatto il tifo fino alla fine, anche se di partite non ne abbiamo vinte nemmeno una. L&39;autostima era sottoterra ma come dice l&39;allenatrice, dalla prossima volta possiamo solo migliorare. E da gioved&igrave; bisogna allenarsi di pi&ugrave;. Lei ha imparato quando sia difficile ingoiare il rospo della sconfitta. Lui ha assaporato un piccolo distacco fraterno e ha avuto la conferma dell&39;amore materno.</p> <p>Io mi sono resa conto che questi <a class="wpilkeywordlink" href="http://gengle.it" target="blank" rel="noopener" title="figli" data-wpil-keyword-link="linked">figli</a> crescono ad una velocit&agrave; incredibile e che forse, pur vivendo sotto lo stesso tetto, non li conosco cos&igrave; bene come credo. <strong>Osservandoli singolarmente mi &egrave; sembrato di vedere persone diverse.&nbsp;</strong>In pi&ugrave; ho avuto la conferma che, come diceva il grande <strong>G.K. Gibran</strong></p> <blockquote> <p>&ldquo;<em>Essi i figli non vengono da voi, ma attraverso di voi.</em><br /> <em>E non vi appartengono bench&eacute; viviate insieme&nbsp;</em>&rdquo;.</p> </blockquote> <p>Gli vogliamo un bene indescrivibile ma se veramente li amiamo dobbiamo insegnare loro a stare bene anche senza di noi.&nbsp;<strong>Amare davvero una persona significa lasciarla libera.&nbsp;</strong>Di partire. Di tornare. Di seguire le proprie aspirazioni. Di guardarsi dentro. Di scoprire lati del proprio carattere che non si conoscono. E magari non piacciono nemmeno molto. Ma ci sono. Questo si costruisce ad ogni et&agrave; e con ogni presupposto, giorno dopo giorno. Quando avranno bisogno di un porto sicuro non saremo sempre qui, ad aspettarli e ad amarli. Incondizionatamente come solo noi possiamo fare. Ma consapevoli che le barche sono state costruite per andare in mare aperto</p> <p>&nbsp;</p>