Separazione: le cinque cose che mi mancano
Quello che mi manca di più
<h3><ins>Dopo la separazione ecco le cinque cose che mi mancano di più. </ins></h3> <p>Tralasciamo momentaneamente gli ultimi due o tre anni di matrimonio, una piccola parentesi in un rapporto durato quasi venti, e concentriamoci sulla parte bella della favola, il “<em>vissero felici e contenti</em>”.</p> <blockquote> <p>Della mia vita coniugale, tra convivenza e matrimonio, ho dei ricordi bellissimi, che non vorrei mai e poi mai cancellare.</p> </blockquote> <p><br /> Ci sono anche dei momenti e alcune persone mi mancano davvero, ora che sono separata e a cui penso con una certa nostalgia.</p> <ul> <li> <h3><strong>Cuginetti</strong></h3> </li> </ul> <p>Avevo sempre la casa piena di bambini. Soprattutto degli altri. Vivevo in un eterogeneo contesto familiare che è stato la mia <a class="wpilkeywordlink" href="https://basilicadisantacroce.com/" target="blank" rel="noopener nofollow" title="croce" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="443">croce</a> e la mia delizia. Nota estremamente positiva, i miei <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/genitori-con-figli" target="blank" rel="noopener nofollow" title="figli" data-wpil-keyword-link="linked">figli</a> non erano mai soli, sempre impegnati con i cuginetti che abitavano poco distanti. Ma stiamo parlando di un nutrito gruppo di bambini, più o meno una decina, dalla più piccola che ancora non camminava alla signorina nata durante il<em> Millenium Bag</em>. Ogni tanto ne avevo otto a far merenda, altre volte sparivano nella casa della zia vicina e tornavano solo per ora di <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/cene" target="blank" rel="noopener nofollow" title="cena" data-wpil-keyword-link="linked">cena</a>. Felici di aver giocato tutto il giorno e così stanchi che filavano a letto senza nemmeno fiatare.</p> <p>Le risate, le chiacchierate, gli spettacoli teatrali che preparavano durante l&39;estate. Tutto questo mi manca davvero. Quella gioia nell&39;aria che solo i bambini possono portare e quella capacità di raccontarti le cose e farti dimenticare tutti i problemi.</p> <ul> <li> <h3><strong> Priscilla e Olivia</strong></h3> </li> </ul> <p>Mi alzavo la mattina e già scodinzolavano in giardino. Potevo passare per casa dieci volte al giorno e apparivano davanti al cancello quando sentivano il rumore della macchina. Mi alzavo prima delle sette del mattino per portarle a fare la <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/passeggiata" target="blank" rel="noopener nofollow" title="passeggiata" data-wpil-keyword-link="linked">passeggiata</a>. E quando andavo dal veterinario sembravamo gli acrobati del circo: prendevo tutte le scartoffie, caricavo i figli, i <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/cani-ammessi" target="blank" rel="noopener nofollow" title="cani" data-wpil-keyword-link="linked">cani</a> e portavo tutti in allegra compagnia per le vaccinazioni del caso. Due labrador meravigliose, una tutta nera e l&39;altra miele. Giocavano con i miei <a class="wpilkeywordlink" href="http://gengle.it" target="blank" rel="noopener" title="figli" data-wpil-keyword-link="linked">figli</a> ed erano una gioia indescrivibile. Mi piaceva averle per casa e sapere che mi seguivano ad ogni passo.</p> <p>Posso adorare anche il gatto che alle cinque e mezza del mattino viene a chiedermi le crocchette, ma non c&39;è niente da fare. Se sei una persona “<em>da cane</em>” ti manca quel rapporto simbiotico e quel naso umido contro il tuo viso. Di loro ho una profonda nostalgia, ma i miei figli ci giocano sempre quando sono a casa del papà. Almeno possono continuare a leccarli e sporcarli in modo esemplare, come quando c&39;ero io che li osservavo dalla finestra.</p> <ul> <li> <h3><strong>Il pranzo è servito!</strong></h3> </li> </ul> <p>Da quando vivo in questo nuovo appartamento non provo più la stessa gioia nel cucinare. Prima andare a fare le spesa era un bel divertimento e il frigorifero era sempre stracolmo. Si comprava tutto quello che ci passava per la testa. Si rientrava a casa, sistemavamo tutto in dispensa e cercavamo nuove ricette da provare. Cucinavo quotidianamente, soprattutto dolcetti che poi i bambini portavano a scuola.</p> <p>Avevo il tempo per farlo e avevo il desiderio di mettermi ai fornelli.</p> <p>Ora il menù è leggermente ridimensionato, con un occhio al budget e uno al forno che non ha mai funzionato. Non ho la lavastoviglie anche perché le pentole che lavo mi servono per preparare il pasto successivo, quindi tanto vale fare alla vecchia maniera, con olio di gomito e detersivo da discount in mano. Per fortuna i bambini mangiano di tutto, quindi qualcosa di buono riusciamo sempre a preparare. Ma difficilmente mi siedo a tavola mentre loro cenano e preferisco continuare a sbrigare piccole faccende, leggere qualcosa o voce alta o inventarmi altro così da non farli sentire soli .</p> <ul> <li> <h3><strong>Vacanze!</strong></h3> </li> </ul> <p>Andavamo in ferie poco, ma quando si partiva viaggiavamo in grande stile! Potevamo prenotare nei posti più belli e programmare un periodo di relax e spensieratezza totale. Ho amato tantissimo viaggiare con la mia famiglia e avrei dovuto farlo di più, fregandomene degli impegni di lavoro di mio marito e prenotando quando avevamo bisogno di stare insieme. Lavorava così tanto che se lo meritava davvero. Ma era giusto anche per me che lo aspettavo e lo sostenevo nella sua attività e per i bambini che lo vedevano sempre poco. Errore grave. Qui avrei potuto fare di più. Mi becco un bel quattro. Rimandata a settembre. </p> <ul> <li> <h3><strong>Aprile dolce dormire</strong></h3> </li> </ul> <p>Avevo un letto meraviglioso, che abbiamo scelto insieme quando giovanissimi siamo andati a convivere. Era bianco, a baldacchino, con le tende trasparenti ai lati. Di una eleganza e una semplicità incredibili, tanto che ce ne siamo innamorati subito. Quel letto mi manca davvero.</p> <p>Ma ho molta più nostalgia del talamo condiviso. Ora il mio sembra tanto grande e vuoto che ci dormo di traverso, per riempirlo bene con la mia massima estensione di un metro e sessanta centimetri scarsi. E&39; capitato anche di dormire in salotto, quando proprio in camera non respiravo, condividendo libri e <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/giochi" target="blank" rel="noopener nofollow" title="giochi" data-wpil-keyword-link="linked">giochi</a> sparsi sul pavimento. Lo ammetto, ogni tanto mi rifugio egoisticamente dai bambini, in nottate che non passano più. Se riuscirò davvero a dormire nella mia camera, con qualcuno che non siano i miei figli, forse sarò pronta per ricominciare. Sogno sempre e soprattutto ad occhi aperti, ma forse un giorno potrò davvero riposare, abbandonarmi e cedere il timone. Dormendo finalmente il sonno dei giusti.<br /> </p> <p> </p>