Tipi diversi di madri: la mamma chioccia
<p> </p> <p><img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/mammachioccia.jpeg" width="900" height="600" />Prima di cominciare a leggere sappiate che: "Ogni riferimento a persone esistenti, o a fatti accaduti, è reale; NON sono frutto di invenzione e fanno riferimento a situazioni vissute in prima persona".</p> <p>Quando iscrissi mio figlio alla materna, ormai ben 8 anni fa, pensai beata ingenuità che fosse utile creare una sinergia tra genitori e maestre per "accompagnare" i bambini nel loro percorso di crescita. Quindi mi sembrò molto "sensato" propormi come rappresentante.<br /> E, da allora, non ho più smesso, fino a quest'anno ne ho avuto decisamente abbastanza.</p> <p><strong>Essere rappresentante di classe offre un osservatorio decisamente privilegiato:</strong></p> <p><strong>sui bambini </strong>come sono, come crescono, <strong>sugli insegnanti </strong>alcuni straordinari, altri incredibilmente inadeguati <strong>ma, soprattutto, sui <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/" target="blank" rel="noopener" title="genitori" data-wpil-keyword-link="linked">genitori</a></strong> che, per anni, mi hanno bisbigliato all'orecchio le loro "rimostranze".</p> <p>Proprio loro sono stati fonte di una costante e sgomenta sorpresa.</p> <p><strong>"Ho visto cose che voi umani non potreste immaginare..ecc ecc ecc."</strong> : mai avrei pensato che ci fossero tanti genitori soprattutto mamme, ahimè così <strong>inconsapevolmente dannosi</strong> per la crescita dei loro <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/genitori-con-figli" target="blank" rel="noopener nofollow" title="figli" data-wpil-keyword-link="linked">figli</a>.</p> <p>Durante tutto il percorso scolastico di mio <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/2018/09/01/232-lettera-a-mio-figlio/" target="blank" rel="noopener" title="figlio" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="322">figlio</a>, dalla scuola dell'infanzia a quella secondaria, ho assistito, e assisto, a incredibili <strong>Autogol-Educativi,</strong> per evitare i quali basterebbe avere un sguardo un pò più lungo nel tempo.</p> <p>Sembra impossibile, ma senza rendersene conto, spesso ingenuamente e in buona fede, molti genitori "bloccano" la crescita e l'autonomia dei propri figli.</p> <p>In che modo? Ecco alcune "esternazioni" un paio per ogni ciclo scolastico per dare l'idea di quella che è la diffusissima <strong>"Miopia della Mamma-Chioccia":</strong></p> <p><strong>Scuola dell'infanzia L'ASILO: <br /> </strong></p> <h3><em>Il bambino lo porto all'asilo all'orario che dico io: è piccolino e la mattina vuole dormire povero, tanto è l'asilo mica una scuola vera". </em></h3> <p><br />Chi pronuncia questa frase, non considera, nemmeno per un minuto, l'idea di abituare pian piano i piccoli ad andare a letto presto e non "quando ha sonno, che prima delle 11 di sera non mi dorme". Ma soprattutto di insegnare il rispetto per gli impegni presi c'è un orario di entrata/uscita e il lavoro organizzato da maestre e compagni.<br /> Tra qualche anno prima di quanto pensino queste mamme, potrebbero trovarsi alle prese con adolescenti che non rispetteranno l'orario serale di rientro a casa, nè quello di ingresso a scuola, faranno chiasso in classe, e non collaboreranno ai lavori di gruppo, perchè <u>sono abituati a misurare tutto esclusivamente sulle loro esigenze.</u></p> <p>-<em>"No, non ce lo mando mai all'asilo di venerdì, perchè a mensa c'è il pesce e al mio cucciolo non piace proprio..Ed è incredibile: si rifiutano di cucinargli una cosa diversa!"</em></p> <p>Una cosa è essere comprensivi sulle normali preferenze dei bambini a volte solo capricci di un periodo, un'altra è "rinforzare" il rifiuto di un cibo, magari momentaneo, bloccando così il suo superamento se un giorno questo bambino volesse ri-provare a mangiare il pesce, non lo farebbe: la mamma gli ha sempre detto che a lui non piace!. <br /> Ma soprattutto mina sia la capacità dei piccoli di adattarsi a situazioni meno gradite, sia di cedere alla curiosità verso un cibo "sconosciuto".<br /> Probabilmente si ritroveranno, già alle elementari, con ragazzini che rifiutano le novità e tutto quello che non gli piace, <u>pretenderanno di essere sempre accontentati e non solo sul cibo e sollevati dalle situazioni sgradite così come sono stati sempre abituati</u>.</p> <p><strong>Scuola Primaria LE ELEMENTARI:</strong></p> <h3><em>"Non potete pretendere che in terza elementare già si sistemi in classe, da solo, tutti i libri, i quaderni e le matite nell'astuccio: a casa glielo faccio io!"</em></h3> <p>Non insegnare ai nostri figli ad organizzarsi mentalmente e praticamente in autonomia per le attività e i compiti che li riguardano dalla borsa della palestra allo zaino scolastico, li mantiene in una condizione di infantile dipendenza psicologica nei confronti dei genitori. <br /> Invece, aiutarli già dalla prima elementare ad organizzare tempi e "attrezzature" necessarie, ad esempio preparando per le prime volte lo zaino insieme a loro magari con delle liste, da cui spuntare quaderni e libri da ricordare li abitua ad avere ordine mentale in relazione alle cose da fare durante i giorni e la settimana dai compiti, agli appuntamenti sportivi. <br /> E, soprattutto, a non vivere in un "Tempo Liquido" dove sono la mamma o il papà a dirgli cosa c'è da fare.</p> <p>Non facendolo, facilmente, già alle medie, ci si ritroverà davanti a<u> ragazzi senza alcuna idea di quali siano i propri doveri e i propri compiti, nè di come eseguirli, e che, anche se quasi-adulti, avranno ancora bisogno di qualcuno che gli dica "cosa fare" e "come farlo".</u></p> <h3><em>"Addiritturaaa: macchè bullismo, dai! Sono solo bisticci tra bambini!"</em></h3> <p>Considerare come "piccoli litigi" o "dispettucci" tra compagni, degli atteggiamenti che sono reali atti di violenza o di prevaricazione psicologica, è pericolosissimo. <br /> Sia per chi li subisce sia per chi li mette in atto. Un bambino che, "per scherzo", quotidianamente viene spintonato giù dalle scale da un compagno; una bambina alla quale viene affibbiato un nomignolo per come si muove o parla; un compagno a cui sembra divertente nascondere costantemente diario e quaderni; una compagna esclusa sistematicamente da un gruppetto perchè più piccola o maldestra: sono tutte situazioni di grande sofferenza. E, soprattutto, dove sono in <a class="wpilkeywordlink" href="https://giochi.ai/" target="blank" rel="noopener nofollow" title="gioco" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="409">gioco</a> il rispetto per se stessi le vittime e quello per gli altri i bulli. <br /> Lavorare con i bambini sul malsano piacere di avere potere di riso o di pianto sugli altri, costringerli ad immaginarsi "al posto" della "vittima", scoprire che si può essere "fighi" anche in altro modo che non sia quello di annientare qualcuno e coltivare la forza d'animo per non subire "attenzioni" non gradite, sono passi fondamentali.<br /> Considerare "normali" certe dinamiche, porta nel tempo a rafforzare pericolosi atteggiamenti: <u>ci saranno ragazze che crederanno sia normale "sottomettersi" ad un fidanzato, oppure risolvere il conflitto con una coetanea screditandola; e ci saranno ragazzi che vivranno nell'ombra magari nascondendo le proprie capacità nello studio, per non essere bersagli di sfottò, oppure che affronteranno le frustrazioni sfogandosi con violenza seguendo i propri impulsi senza alcun filtro anche con i genitori.</u></p> <p><strong>Scuola secondaria LE MEDIE</strong></p> <h3><em>"Non è che mi mandereste i compiti tutti i giorni sul gruppo whatsapp di classe? Eh, si sa: i maschietti sono più disordinati, e non so mai se il mio li segna tutti"</em></h3> <p>Fare costantemente da paracadute ai figli è un errore, ma, farlo anche quando sono ormai ragazzi, è decisamente più grave. Per timore che il "bambino" prenda una nota, un rimprovero, un brutto voto, ci sono genitori pronti a sostituirsi a loro nella gestione dei compiti e di incombenze che dovrebbero essere esclusivamente di competenza degli studenti. <br /> Così facendo, non solo i ragazzi non imparano ad assumersi le responsabilità delle loro mancanze, ma i genitori istillano, e rafforzano, in loro un grande senso di inadeguatezza "tu non sei capace, ci pensa mamma". <br /> Lasciare, invece, che i ragazzi subiscano le conseguenze delle loro "dimenticanze" gli insegna ad accettare le conseguenze delle loro azioni e ad aggiustare il tiro non distrarsi in classe, consultarsi coi loro pari- e non con le mamme, ma soprattutto gli regala finalmente la soddisfazione di essere capaci di gestire autonomamente la loro vita.</p> <p>Non farlo significa ritrovarsi, tra qualche anno, a relazionarsi con <u> ragazzi che agiranno senza considerare le ripercussioni di ciò che fanno, che non accetteranno mai di essere "colpevoli" di danni o errori, e chiederanno sempre a mamma e papà di essere "coperti" quando sbagliano.</u></p> <p>Non mi dilungo oltre, ma sono certa che <strong>ognuno di noi </strong>mamme e papà, rappresentanti di classe o meno<strong> è stato tentato di "semplificare" e "alleggerire" la vita dei propri figli, </strong>scolastica e non. </p> <p>Ma basta fermarsi un attimo a riflettere sulle conseguenze "a lungo termine" delle nostre azioni e, a volte, darsi anche un pizzico sulla pancia per evitare di essere un muro tra loro e la vita reale. <br /> <strong>Inforchiamo gli occhiali per correggerla questa "miopia" e guardiamo finalmente lontano</strong>: diamogli fiducia e sostegno, diamogli gli strumenti per fare le loro scelte in autonomia; lasciamoli sbagliare arrabbiarsi, intristirsi, ecc e diamogli la possibilità di rimediare, imparando dai loro errori.</p> <p><strong>Non permettiamo che "dipendano" da noi per sempre e che non riescano a fare un passo da soli, rendiamoli liberi.<br /></strong><strong style="font-size: 16px;">Questo non cambierà il fatto che potranno sempre contare sui loro genitori.<br /></strong><strong>Perchè noi rimarremo per sempre la loro mamma e il loro papà, comunque.</strong></p> <p><strong>Francesca Moscarelli, Editor Guide <a href="http://www.aroundfamily.it/">Around Family</a></strong></p> <p><img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/tipidimadri.jpg" width="900" height="621" /></p> <p><em> </em></p> <p> </p> <p> </p>