Foto dei figli sui social? No, se l’ex non è d’accordo
<p> </p> <p><img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/POSTAREFOTOSUISOCIALFIGLI.jpeg" alt="" width="962" height="750" /></p> <p style="text-align: justify;">Sapevamo che prima o poi sarebbe arrivata una sentenza in tal senso. <a href="http://www.corriere.it/cronache/17novembre06/sui-social-foto-figli-solo-col-consenso-entrambi-genitori-904f12b0-c324-11e7-985a-e44f18aa540b.shtml">E infatti, la notizia dello scorso <strong>8 novembre</strong> non lascia alcun dubbio.</a> Il Tribunale di Mantova ha infatti obbligato una mamma a rimuovere le foto dei suoi bambini postate sui social, in disaccordo con l’ex marito. <strong>Da quanto si evince, non si potranno più postare le foto dei propri figli se l’altro genitore non è d’accordo.</strong></p> <p style="text-align: justify;">Il motivo, come <a href="https://www.agi.it/blog-italia/riccardo-luna/socialfotofiglisentenzamantova-2327660/post/2017-11-06/">ricorda il giudice nella sentenza,</a> è che “<em>pubblicare foto di bambini sui social network con l’opposizione di uno dei genitori viola il diritto all’immagine e alla riservatezza, la convenzione di New York sui diritti del fanciullo, e la normativa di tutela dei minori contenuta nel regolamento europeo che entrerà in vigore nel maggio 2018</em>”.</p> <p style="text-align: justify;">La questione in sé apre scenari di varia <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/natura" target="blank" rel="noopener nofollow" title="natura" data-wpil-keyword-link="linked">natura</a>. Il problema di <strong>Internet</strong> è che postando una qualsiasi foto, noi non siamo a conoscenza di chi vedrà l’immagine. Anche se abbiamo deciso di<strong> avere profili privati</strong>, le cui notizie sono viste solamente da persone che fanno parte della cerchia di amici <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/virtuali" target="blank" rel="noopener nofollow" title="virtuali" data-wpil-keyword-link="linked">virtuali</a> da noi decisa, esiste sempre una buona probabilità che le stesse foto, che ci ritraggono felici e contenti al mare con in braccio i nostri bambini, possano finire nelle mani di persone sbagliate. Di persone che possono usare le nostre foto per usi pedopornografici, entrare in circuiti criminali o subire il fenomeno del <em>kidnapping</em>.</p> <p style="text-align: justify;">È assolutamente necessario cercare di dare una <strong>normativa</strong> ad un tema delicato come la <strong>privacy virtuale dei minori,</strong> ancora non tutelato. Al momento non esistono leggi che obblighino i genitori a non mettere foto dei propri <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/genitori-con-figli" target="blank" rel="noopener nofollow" title="figli" data-wpil-keyword-link="linked">figli</a> nelle piattaforme pubbliche <strong>Facebook, Twitter, Instagram</strong> e altre piattaforme virtuali. Probabilmente perché una legge in tal senso non è applicabile nel vero senso del termine.</p> <p style="text-align: justify;">Spesso però, se ne sottovalutano i rischi. Una volta pubblicate le immagini in rete, possono essere viste da chiunque. Ecco alcuni dati per rendervi il quadro della situazione: solo nel <strong>2016</strong> sono state censite <strong>2000</strong> immagini pedopornografiche, e nel 2017 sono state il doppio. <em>Allora da dove vengono “rubate” queste foto?</em> <br />Le fonti sono proprio gli smartphone delle mamme, dei papà e dei nonni. Le foto, condivise dai parenti, sono nei fatti giuridicamente consentite.</p> <p style="text-align: justify;">Forse, senza eccedere in estremismi, bisognerebbe solamente applicare alcune regole di buona educazione. E cioè, che postare foto dei figli al mare, in costume, o anche in montagna mette i vostri figli in una condizione di pericolo. In un mondo come quello di oggi dove è sparita ogni separazione tra online e offline, nulla è più sicuro e coperto da privacy. S<strong>iamo tutti leggibili e volubili anche se crediamo di no</strong>. Ecco perché la sentenza, nel suo complesso non è sbagliata. Il fatto che poi, diventi una sorta di guerra tra due ex, fa anche sorridere per non piangere.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Il punto qui non è di non mettere foto se il proprio ex non è d’accordo</strong>. Il tema è più vasto. E riguarda l<strong>’identità virtuale</strong> de nostri figli.</p> <p style="text-align: justify;">Non manca un riferimento al nuovo regolamento europeo in materia di dati personali, <strong>approvato nel 2016 e in vigore dal prossimo 25 maggio 2018</strong>, secondo il quale “<em>l’immagine fotografica dei figli costituisce dato personale</em>” e “<em>la sua diffusione costituisce una interferenza nella vita privata"</em>.</p> <p style="text-align: justify;">Forse, vista la quantità di documenti pedopornografici, <strong>bisognerebbe conoscere meglio come funziona il web.</strong></p> <p style="text-align: justify;"><em>Quando posto una foto di mio <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/2018/09/01/232-lettera-a-mio-figlio/" target="blank" rel="noopener" title="figlio" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="321">figlio</a>, sono davvero sicura che nessun male intenzionato possa vederlo?</em> La domanda è chiaramente retorica e si porta con sè tutta una serie di questioni che nell’era del “post” vanno quantomeno affrontate.</p> <p style="text-align: justify;">Non sono una di quelle persone che non pubblica foto di suo figlio su Internet. Faccio outing.</p> <p style="text-align: justify;">L’ho fatto, come lo fanno molti di voi. Ma poi, leggendo alcuni dati ed articoli di giornali, mi sono resa conto che forse, mettere le foto di un minore lo pone davanti a una serie di pericoli di cui superficialmente non ci rendiamo conto, e che in parte potremmo evitare. In fin dei conti, la nostra è una semplice azione di vanità. Mettere una foto di nostro figlio equivale a dire al mondo virtuale <em>“guardate quanto è bello mio figlio!</em>”. E per quanto mi riguarda, il <a class="wpilkeywordlink" href="https://giochi.ai/" target="blank" rel="noopener nofollow" title="gioco" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="407">gioco</a> non ne vale la candela. Inoltre c’è tutto il tema dell’<strong>identità virtuale</strong> del minore che andrebbe affrontata: sembra infatti che in <strong>Svizzera un ragazzo di diciotto anni sia andato dal giudice per chiedere l’eliminazione delle foto sui profili social dei <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/" target="blank" rel="noopener" title="genitori" data-wpil-keyword-link="linked">genitori</a> che postando foto per anni, hanno finito per creare un profilo virtuale.</strong> Il giudice ha dato ragione al ragazzo.</p> <p style="text-align: justify;">Aspettiamo con ansia la nuova normativa di tutela dei minori che entrerà in vigore nel 2018. Nel frattempo, quando pubblichiamo foto sensibili, è meglio pesarci almeno dieci volte.</p> <p style="text-align: justify;"> <iframe src="https://www.youtube.com/embed/lCxfVwWWu0o" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>