“Per dieci minuti” di Chiara Gamberale

<h3><img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/per-dieci-minuti-chiara-gambirale.jpg" alt="" width="900" height="636" /></h3> <h3>Le idee pi&ugrave; brillanti sono sempre le pi&ugrave; semplici</h3> <p>Questo libro parla di me.</p> <p>E di te.</p> <p>E di lei, lasciata dal marito.</p> <p>Lui telefona da Dublino per dire che non torna pi&ugrave;, il mio e il tuo invece hanno discusso e urlato ogni sproposito in preda alla rabbia pi&ugrave; nera oppure hanno lasciato la casa sbattendo la porta, non tornando pi&ugrave;. <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/2022/06/03/padri-separati-effetti-separazione-uomini/" target="blank" rel="noopener" title="Uomini" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="25">Uomini</a> che si allontanano e lasciano la nostra vita cos&igrave; vuota, con troppo spazio libero e che riusciamo a riempire solo con lacrime e nottate insonni sul divano.</p> <p>A guardare questo insopportabile soffitto.</p> <p>E pensare&hellip; pensare&hellip; pensare&hellip;. pensare in continuazione senza riuscire a staccarci dalle solite idee nemmeno per un attimo.</p> <p>Un chiodo fisso.</p> <p>Chiara &egrave; una di noi, che si ritrova alla soglia dei quaranta con un matrimonio finito, un lavoro da scrittrice che tentenna con un romanzo che non decolla e una rubrica sospesa, e tanta voglia di ricucire questo stupido scherzo che la vita le ha riservato e tornare alla sua realt&agrave; di donna sposata. Aspetta la telefonata di scuse da quel marito che l&rsquo;ha accompagnata dai tempi della scuola e sogna di perdonarlo e di riprendere dal punto esatto in cui tutto si era stupidamente interrotto. <strong>Rifiuta la sua nuova situazione e ne ha paura, perch&eacute; il mondo in cui si ritrova non lo conosce, non lo capisce, non riesce ad orientarsi. Sembra tutto troppo difficile da fare in prima persona, tutto cos&igrave; faticoso per una donna senza un uomo al proprio fianco e lei si sente tanto sola.</strong></p> <p>Come me.</p> <p>Come te.</p> <p>Iniziano cos&igrave; i suoi incontri settimanali con la terapista, come da manuale, e le viene proposta un&rsquo;idea molto semplice: provare un&rsquo;esperienza nuova, ogni giorno, per almeno dieci minuti. E qui si snoda il racconto, con trenta giorni di <em>&ldquo;terapia dei dieci minuti&ldquo;</em>in cui Chiara si rimette in <a class="wpilkeywordlink" href="https://giochi.ai/" target="blank" rel="noopener nofollow" title="gioco" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="396">gioco</a> e inizia a vivere la propria vita, entrando in contatto con persone nuove, prima di tutte se stessa.</p> <p>Comincia a conoscere il quartiere in cui vive, i commercianti che la vedono passare tutti i giorni e scopre alcuni lati del suo carattere di cui ignorava l&rsquo;esistenza. Riflette contestualmente sul suo percorso e sul rapporto d&rsquo;amore con il marito, mettendo almeno alcuni dei puntini sulle <em>&ldquo;i&rdquo;</em> che non riusciva ancora a trovare. <strong>Chiara porta a termine la sua terapia e scopre lo spiraglio di una possibile nuova vita, dove abbattere i suoi schemi mentali ed emotivi consolidati e poter dare spazio ad una nuova Chiara.</strong></p> <p><strong>Io credo che non sempre siamo noi a scegliere i libri, a volte sono loro che ci trovano.</strong> Io non lo stavo cercando ma nel marasma della mia cocciuta ricerca di un testo che ancora non riesco a trovare, mi ha attirato la copertina, azzurro cielo, in una versione economica perfettamente abbordabile. L&rsquo;ho letto in un soffio, divorando le pagine e rimanendo allibita di come il racconto sia estremamente aderente alla vita di tutte noi, <em>donne a met&agrave;</em>. E i miei pensieri intimi, imprigionati qui dentro e per i quali a volte fatico a trovare le parole giuste per esprimerli, in questo libro trovano una semplicissima ed acuta esemplificazione. L&rsquo;ho sottolineato in moltissimi paragrafi, dall&rsquo;inizio alla fine, ho messo i miei appunti a bordo pagina, l&rsquo;ho portato ovunque.</p> <p><strong>Odora di treno, di mare, di letto occasionalmente condiviso e di divano, con gli occhi fissi sul soffitto. Come sempre. </strong></p> <p>Ve lo consiglio perch&eacute; leggendolo vi sentirete meno sole nel vostro naturale dolore e capirete che questo <em>gioco-non gioco</em> dei dieci minuti &egrave; alla portata di tutti, nella piccola quotidianit&agrave;, basta solo la voglia di provarci e la curiosit&agrave; di vedere cosa succede. Oppure serve un terapista bravo che vi convinca a farlo.</p> <p>Cerchiamo di tenere a bada la nostra paura, che forse ci far&agrave; compagnia ancora per tanto tempo, ma pensiamo che il meglio sia in tutte quelle esperienze che ancora non abbiamo fatto.</p> <p>Allora, cosa stiamo aspettando?</p> <p><img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/vogliadicambiare.jpg" alt=" Photo by Alice Donovan Rouse on Unsplash" width="900" height="601" /></p> <p>&nbsp;</p> <p>&nbsp;</p> <p>&nbsp;</p> <p>&nbsp;</p> <p>&nbsp;</p> <p>&nbsp;</p>