Ho iniziato contando i giorni. Poi sono diventata mamma

Il giorno in cui sono diventata mamma

<p>Prima dell&rsquo;arrivo di Francesco, non ci avevo mai pensato. Ho trascorso la giovinezza tra universit&agrave; e serate con le amiche, alternando fidanzati, organizzando piccoli viaggi e sognando in grande.</p> <blockquote><strong>Probabilmente, non mi sentivo neanche pronta per il ruolo. Ero troppo presa da me stessa</strong></blockquote> <p>Gli anni dai venti ai trenta sono un turbine di progetti, sogni, ambizioni, serate sulla cresta dell&rsquo;onda. E mai una volta, avevo pensato al momento in cui sarei diventata <strong>mamma.</strong> Il realt&agrave; ricordo con precisione che non lo vedevo come un obiettivo a breve termine. Mi sembrava pi&ugrave; una scocciatura in un percorso stabilito, fatto di laurea, lavoro, carriera. <strong>Probabilmente, non mi sentivo neanche pronta per il ruolo. Ero troppo presa da me stessa</strong>. Non volevo alcuna intromissione nella mia vita. <strong>A volte m sentivo diversa dalle mie coetanee che vedevano un <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/2018/09/01/232-lettera-a-mio-figlio/" target="blank" rel="noopener" title="figlio" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="305">figlio</a> come un punto di arrivo</strong>. Il matrimonio come il raggiungimento supremo di tutti i sogni <a class="wpilkeywordlink" href="https://ilavorifemminili.it/" target="blank" rel="noopener nofollow" title="femminili" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="449">femminili</a>. Poi, mentre mi vivevo la mia storia, &egrave; arrivato quel trattino verticale rosso. Lo ricordo come fosse ieri. Mentre il mio ex compagno chiamava tutti i familiari in preda all&rsquo;emozione pi&ugrave; grande, io ero seduta sul divano in uno stato di <strong>smarrimento e confusione. </strong>Ero davvero pronta per una cosa del genere?</p> <p><strong>Un figlio.</strong> Voglio dire, non &egrave; come cambiare casa, fare un trasloco, cambiare marito. &Egrave; qualcosa che ti pone irrimediabilmente verso una vita completamente diversa. In quella degli adulti, c&rsquo;ero mio malgrado, gi&agrave; entrata. Ma ora si trattava di entrare in quello delle pappine, delle notti insonni, e soprattutto della responsabilit&agrave; pi&ugrave; grossa del mondo: crescere un figlio nel migliore dei modi. Mettere lui prima di tutto. Sacrificare una parte di te per sempre, per impegnarsi a crescerlo nel migliore dei modi. Lo ammetto, ero spaventata.</p> <p>Avevo da poco imparato a cucinare due o tre ricette, e di l&igrave; a nove mesi la mia vita sarebbe cambiata per sempre. Una come me, che forse mamma non ci si era mai vista, si apprestava a diventarlo. <strong>&nbsp;E se non ero in grado?</strong> <strong>Sarei mai potuta diventare una brava mamma, &nbsp;se non avevo mai sentito il richiamo alla maternit&agrave;?</strong></p> <p>In un estate romana afosa di 4 anni fa &egrave; arrivato <a class="wpilkeywordlink" href="https://basilicadisanfrancesco.com/" target="blank" rel="noopener nofollow" title="Francesco" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="448">Francesco</a>. Ricordo che i primi giorni furono difficili. <strong>Piangevo e ridevo come una squilibrata.</strong> A quanto pare il calo repentino di ormoni&nbsp; si faceva sentire sul mio corpo, gi&agrave; fortemente modificato. Il seno dolorante, l&rsquo;allattamento che era diventato un incubo.</p> <blockquote>Non ero molto in forma. Poi, piano piano, &egrave; accaduto qualcosa.</blockquote> <p><strong>Io non ho avuto il richiamo materno al primo sguardo</strong>. Il mio richiamo materno &egrave; cresciuto giorno dopo giorno, mentre lo accudivo, &nbsp;lo coccolavo, lo guardavo e lo stringevo tra le mie braccia.</p> <p><strong>&Egrave; cos&igrave;, dopo essere stata <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/2018/09/01/327-la-lettera-di-un-madre-separata-alla-figlia/" target="blank" rel="noopener" title="figlia" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="228">figlia</a>, studentessa, compagna, diventavo mamma</strong>. Insieme a mio figlio, &egrave; venuto quasi naturale mettere le sue esigenze prima delle mie, scegliere la separazione e concentrare tutte le mie forze sulla sua crescita. &Egrave; un <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/viaggi" target="blank" rel="noopener nofollow" title="viaggio" data-wpil-keyword-link="linked">viaggio</a> avventuroso, questo. Non sapremo mai dove ci porta. A volte penseremo di sapere tutto di loro, sbagliando. Altre volte le nostre sensazioni saranno in perfetta armonia con le loro.</p> <p>Saremo spesso stanche, incazzate e non sempre serene. Ma baster&agrave; guardarli per ritrovare noi stesse. Se &egrave; vero che non tutti hanno le stesse ambizioni, &egrave; altrettanto vero che i <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/genitori-con-figli" target="blank" rel="noopener nofollow" title="figli" data-wpil-keyword-link="linked">figli</a> riescono a dare un senso alle nostre vite.</p> <p>Si pu&ograve; essere determinati, raggiungere i propri obiettivi e sentirsi soddisfatti, ma non lo saremo mai del tutto se non avremo loro al nostro fianco. D&rsquo;altronde, diamo il massimo per essere da esempio. Per rendergli la vita, pi&ugrave; piacevole e &ldquo;leggera&rdquo;. Almeno finch&eacute; potremo farlo.</p> <p><strong>Per trasformarci insieme, noi come <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/" target="blank" rel="noopener" title="genitori" data-wpil-keyword-link="linked">genitori</a>, loro come figli che crescono.</strong></p> <p>Forse &egrave; questo il grande regalo. Rivedere in loro una parte di noi. Lasciarli andare nel mondo e tenergli la mano. Crescere con loro. Cambiare per loro.</p> <p><strong>Tra qualche giorno sar&agrave; la festa della mamma</strong>. Non so se sar&ograve; una brava mamma o no. Probabilmente a volte sar&ograve; perfetta, altre volte sbaglier&ograve;. Ma la grande fortuna di essere mamme &egrave; che non si finisce mai di imparare e di affinare la mira.</p> <p>Prima ho sentito mio &nbsp;figlio al telefono. Ha tre anni e mezzo e parla gi&agrave; da piccolo adulto. Mi sono commossa. Mi ha raccontato quello che ha fatto a scuola e mi sono resa conto di quanto sia cresciuto e di quanto mi abbia insegnato.</p> <p><strong>&nbsp;Viva la festa della Mamma, </strong>viva i nostri bambini.</p> <p>Alla fine di questo percorso, non potremo che ringraziarli.</p> <p><img alt="" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/cosasignificaaverunfiglio.jpg" style="height:608px; width:900px" /></p>