Voi come risolvete i vostri conflitti?
<h3 style="text-align: center;">Gioco di ruoli<img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/conflittualit.jpg" alt="" width="900 " height="600" /></h3> <p>All’opposto della <strong>litigata</strong> feroce che serve a distruggere l’altro dovrebbe esserci il <strong>confronto finalizzato</strong> alla cooperazione: belle parole a dire, difficile realizzarlo.</p> <p>Quando le proponiamo ai gruppi con i quali lavoriamo sulla mediazione di gruppo o alle coppie in seduta da noi sembra un’utopia all’inizio. La cosa più difficile ed immediatamente impossibile da realizzare sembra essere l’empatia, ma una volta superato questo scoglio si va dritti verso la soluzione del conflitto.</p> <p>Alla fatidica domanda: “<em>Voi come risolvete i vostri conflitti?”</em> Nella maggior parte delle volte la risposta è “<em>Chiediamo un trasferimento di ufficio</em>” se siamo in ambito lavorativo oppure “ <em>Taglio i ponti</em>” se siamo in ambito relazioni private. Come soluzione non è male. Per affrontare un conflitto lo evito.</p> <p>Direi che siamo sulla buona strada. Andando avanti si chiede normalmente che ruolo abbiano le singole persone all’interno del conflitto e le risposte migliori sono “ <em>È colpa del mio capo</em>”, e a seguire “ <em>Se litiga con tutti è colpa sua! Ha dei problemi lui! Che li risolva</em>”. Difficilmente emerge il proprio ruolo all’interno del conflitto e la propria responsabilità nella relazione sembra essere ininfluente, quasi un optional ed invece sta proprio qui la chiave di svolta della questione.</p> <p><em>Che ruolo giochiamo nella relazione con gli altri?</em> <em>È sempre colpa degli altri o anche noi ci mettiamo in <a class="wpilkeywordlink" href="https://giochi.ai/" target="blank" rel="noopener nofollow" title="gioco" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="390">gioco</a> ammettendo le nostre fatiche e difficoltà?</em> Che domande? Siamo bravissimi e ci mettiamo in gioco! Questo è certo! Questa è la conclusione a cui arrivano le persone. Che poi però messe davanti ai fatti devono ammettere una dura realtà e cioè che ciò che porta un conflitto a diventare corrosivo è l’arroccarsi sulle proprie convinzioni, il non muoversi di un centimetro dalle proprie posizioni, l’incapacità anche solo di intravedere il punto di vista dell’altro</p> <p>Già proprio così, anche l’altro ha un punto di vista rispettabile e degno di nota.</p> <p>A volte è proprio ammettere questo particolare che ci costa più fatica, a volte pensiamo che l’altro sia semplicemente sbagliato o cattivo e così riduciamo il tutto ad una presa di posizione senza avere il coraggio di un confronto. Ma da che parte incominciare? È davvero una strada percorribile? <a href="/professionisti/mediatori-familiari.12/promesis-intermediazione.12">Se qualcuno è interessato ne possiamo riparlare!</a></p> <p><strong>Ottavia Re Fraschini, Sara Rimoldi</strong> di<a href="/professionisti/mediatori-familiari.12/promesis-intermediazione.12" target="blank" rel="noopener noreferrer"> Promesis s.s. Mediazione Familiare</a></p> <p><img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/comeevitareloscontro.jpg" alt="" width="900" height="531" /></p>