Il mio corpo dopo la separazione è un contenitore della donna che sono diventata
<h3 style="text-align: center;"><strong>Vivo ancora quei giorni in cui mi sembra di non esserci.</strong><strong><img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/distaccosepazione.jpeg" alt="" width="900" height="596" /></strong></h3> <p>Ho la sensazione di vivere in un quadro dipinto a metà, la tela è la mia vita e vivo negli occhi di chi mi guarda e si aspetta ancora qualcosa da me.</p> <p><strong>Ho iniziato a vivere i week end alterni con il mio ex,</strong> mi sembravano un ottima soluzione. Ma quanto mi manca tutte le volte che la vedo andare via. Lei inizia a mancarmi già da prima, già dalla sera prima, sento di non essere più la stessa al pensiero di separarmi da lei.</p> <p>Allora cerco di convincermi che ho tutto il diritto a vivermi il mio tempo dedicandolo a me stessa.</p> <p>Quando mi guardo allo specchio non vedo solo la mia persona, vedo riflessa anche mia <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/2018/09/01/327-la-lettera-di-un-madre-separata-alla-figlia/" target="blank" rel="noopener" title="figlia" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="225">figlia</a>. Lei abita nel mio cuore, si riflette nei miei occhi, lei è la mia testa, i miei pensieri.</p> <p>Così inizio a fare tutta una serie di cose che dovrebbero farmi stare bene, ma non mi sento a mio agio.</p> <p>Il <a class="wpilkeywordlink" href="https://giochi.ai/" target="blank" rel="noopener nofollow" title="gioco" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="388">gioco</a> che lei ha lasciato sul divano. Lo guardo, lo metto a posto, ma sembra che sia lì a ricordarmi che lei non c'è semplicemente perché molto tempo prima io e il padre avevamo già smesso di esserci.</p> <p>Le ciabattine lasciate a caso sul pavimento mi ricordano il vuoto che mi porto dentro, e allora le metto subito nel cassetto quasi per scacciare quel senso d'inadeguatezza essendomi trovata di fronte alla sensazione dell' ennesimo tentativo di farmi sentire la sua mancanza.</p> <p>Ma in un attimo la mia mente mi riporta verso di lei, ma se io mi sento così tutte le volte che va via allora lei come si sente quando mi cerca nella sua vita e non mi trova?</p> <p>Lo dirà quando ha bisogno della sua mamma? In fondo è così piccola e allo stesso tempo è così brava a rendermi la separazione da lei molto più facile facendosi vedere felice di trascorrere finalmente del tempo col papà.</p> <p>Ho imparato a vivere i miei giorni senza aspettarmi qualcosa dalla vita, che mi ha tolto tanto e per questo non posso esserle riconoscente ne posso ancora aspettarmi qualcosa dal futuro.</p> <p>C'è una frase che ho sentito in un film in cui diceva "Raramente il passato è come lo volevamo, non possiamo scegliere il futuro però possiamo vivere il presente"</p> <p>Così inevitabilmente il mio corpo riverso in un letto rimasto vuoto è lì a ricordarmi che ancora ci siamo, lui convive con la mia testa, con i miei pensieri, mi aiuta ad alzarmi tutte le mattine ed affrontare il mio posto nel mondo, lui è il contenitore della donna che sono diventata, un contenitore di vetro trasparente duro da rompere, ma altrettanto fragile se cade.</p> <p>Abbiatene cura ci scriverei sopra, guardare ma non toccare, la mia paura nell'avvicinarmi a nuove persone mi fa sembrare fredda, in fondo non sono più la stessa, gli eventi mi hanno cambiata e forse fredda lo sono diventata.</p> <p>Sono distaccata verso tutto ciò che potrebbe arricchire la mia esistenza, lo vivo attraverso quel vetro che mi fa da scudo dimenticandomi che chiunque lo può abbattere se solo volesse vedere la parte più bella di me, perché in fondo continuerò sempre ad amare in tutte le forme del mondo!</p> <p>Con tutta me stessa</p> <p><img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/miocorpodopolaseparazione.jpeg" alt="" width="900" height="597" /></p>