Famiglie allargate e menti ristrette
<p style="text-align: center;">Prima e ultima Comunione</p> <p style="text-align: center;"><img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/Primacomunionegenitoreseparato.jpg" alt="" width="900" height="601" /></p> <p><strong>Aprile </strong>è un mese ricco di ponti, festività ed occasioni per stare in <strong>famiglia</strong>. Per chi ha realtà complesse come noi, <strong>reduci dalla separazione</strong> e con non poche difficoltà di comunicazione, significa una cosa sola: <strong>motivi di discussione. </strong></p> <p>Prima di tutto perché la scuola, il solido impegno dei nostri figli, viene meno e ci ritroviamo a gestire in simultanea le loro giornate di studio casalingo con i nostri impegni lavorativi. Di solito tra ex coniugi si fa a gara per capire chi ha il lavoro più importante e che quindi non può in prima persona occuparsi dei figli, per poi sopperire con effetti mirabolanti giusto per conquistarsi quel briciolo di attenzione in più, rispetto all’altro <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/genitori-con-figli" target="blank" rel="noopener nofollow" title="genitore" data-wpil-keyword-link="linked">genitore</a>. Se poi nel contesto ci mettiamo nonni, zie, cugini e la famiglia nella sua forma italica più tradizionale, aumentano i neuroni e le soluzioni geniali per gestire i giorni di festa.</p> <p>Oltre a questo piacevole brusio di fondo, che ci preannuncia la solita avventurosa gestione estiva da metà giugno a metà settembre, mi sono dilettata nell’organizzazione della <strong>Prima Comunione di mio <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/2018/09/01/232-lettera-a-mio-figlio/" target="blank" rel="noopener" title="figlio" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="303">figlio</a></strong>.</p> <p>È un piacevole passatempo gestire un evento in famiglia, a poche settimane dal divorzio, e mi solletica l’idea di andare a <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/pranzi" target="blank" rel="noopener nofollow" title="pranzo" data-wpil-keyword-link="linked">pranzo</a> tutti insieme, con quella che fino a due anni fa era anche la mia famiglia. Già questa settimana si sono alternate telefonate e incontri con l’altra metà della mela veramente assurdi, per organizzare semplicemente qualche giornata in più del catechismo di mio figlio, insieme alle sue solite attività settimanali. Lo gestisco tutti i giorni, di tutte le settimane, insieme a sua sorella, e paradossalmente mi sembra di assistere ad operazioni complesse come la scissione dell’atomo, per quanto complicato sembri venire a prenderlo a scuola un giorno in più.</p> <p>Scoprire che giovedì pomeriggio non ha tempo pieno ma può rimanere al doposcuola fino alle 18.00, dopo quattro anni di elementare, è stato per il mio ex marito una sorprendete scoperta che ha allarmato tutta la sua famiglia. Non ho avuto in gestione mio figlio per tre giorni e credo di averne sentite di tutti i colori e di aver visto sguardi davvero imbarazzanti.</p> <p>Senza contare l’organizzazione stessa della festa di domenica che ho cercato di gestire al mio meglio nella speranza che mio figlio ne possa conservare un bel ricordo. In più con un padre molto impegnato, sono riuscita a ritagliarmi il mio spazio con lui ed organizzare qualcosa di piacevole insieme. Abbiamo scelto bomboniere, torta, confetti, prenotato il ristorante. Per un po' ho sentito la gioia nel fare con lui qualcosa di bello e non solo i compiti od insistere perché riordini la camera.</p> <p><strong>Mi piace dedicarmi ai miei figli, sono la mia vita e la mia unica vera famiglia</strong>. <strong>Sono stati la mia </strong><strong>à</strong><strong>ncora di salvezza quando mi sono sentita sola e sono stati il motivo per cui, pi</strong><strong>ù</strong> <strong>di qualche mattina, ho trovato la forza di alzarmi dal letto e di scrollarmi di dosso le nottate insonni</strong>. Sono tutt’ora la molla che mi spinge a fare di più e a non cedere mai, anche quando sono troppe le difficoltà di ogni giorno. Il cruccio del lavoro, dei pagamenti, il terrore quando suona il postino con una raccomandata, le riunioni a scuola per messaggi equivoci nei gruppi di classe, i pomeriggi a risolvere divisioni a due cifre.</p> <p><strong>Ogni et</strong><strong>à</strong> <strong>ha le sue difficolt</strong><strong>à</strong> <strong>da gestire, ma insieme a loro, mi sento pronta e forte, pi</strong><strong>ù</strong> <strong>di quanto lo sia veramente.</strong></p> <p>Domenica è alle porte e la voglia di passare una giornata serena è tanta. Sono comunque abbastanza certa che qualsiasi cosa io abbia preparato, se anche fossero stati i fuochi artificiali, sarà soggetta a critiche proprio perché organizzata da me, anche se insieme a mio figlio.</p> <p>Sono diventata per quella famiglia che ho frequentato ogni giorno per quasi vent’anni una sorta di <strong>fastidiosa presenza da dover sopportare</strong>.</p> <p>Mi amareggia percepire a pelle quello che a parole non dicono apertamente, anche perché credo di non aver fatto nulla di insensato. <strong>Semplicemente mi sono separata</strong>, ho preso la mia strada, senza continuare a trascinare a picco un rapporto ormai finito.</p> <p>Io e il mio ex marito stiamo andando avanti e stiamo cercando di rimettere insieme le nostre singole vite. Anzi, sostengo con piena convinzione e a cuore aperto, <strong>la presenza del terzo <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/" target="blank" rel="noopener" title="genitore" data-wpil-keyword-link="linked">genitore</a></strong>, fermamente convinta che più persone amano e vogliono il bene dei nostri figli, migliore sarà la qualità della loro vita. <strong>Non siamo in competizione, abbiamo ruoli completamente distinti e insieme possiamo davvero crescere questi ragazzi con una mentalit</strong><strong>à</strong> <strong>aperta ed estremamente attuale, che sar</strong><strong>à</strong> <strong>la base del loro futuro. </strong>Magari un giorno saranno loro a gestire dinamiche simili a quelle che <a class="wpilkeywordlink" href="https://giornatamondiale.it/oggi-giornata-mondiale/" target="blank" rel="noopener nofollow" title="oggi" data-wpil-keyword-link="linked">oggi</a> subiscono.</p> <p><strong>Ogni tipo di rapporto funziona solo se c</strong><strong>’è</strong> <strong>vero rispetto alla base, in particolar modo nelle famiglie allargate dove gli elementi sono tanti e soprattutto all</strong><strong>’</strong><strong>inizio gli equilibri sono molto fragili.</strong></p> <p>Meglio dire una parola in meno piuttosto che una parola in più, in particolar modo se non si è direttamente coinvolti. In più c’è un grande bisogno di essere meno bigotti e riuscire a vedere le cose in un’ottica nuova in cui al centro ci sono loro, i figli di un amore <a class="wpilkeywordlink" href="https://giornatamondiale.it/che-giorno-e-oggi/" target="blank" rel="noopener nofollow" title="oggi" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="480">oggi</a> trasformato.</p> <p><img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/Festabambinigenitorisingle.jpeg" alt="" width="900" height="599" /></p>