Andata e ritorno
<h3><strong><img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/VIAGGIOGENITORESEPARATO.jpg" width="600" height="429" /></strong><strong>Siamo pronte per partire oppure per ritornare?</strong></h3> <p><strong>Viaggiare è prima di tutto una condizione mentale.</strong></p> <p>In questa seconda parte della mia vita, dove nessuno dorme stabilmente accanto a me durante la notte, riempio le mie serate con progetti e trasferte che prima o poi realizzerò. La voglia di muoversi, di spostarsi, di essere nomade più di quanto la mia vita familiare me lo permetta, è una esigenza estranea alla mia vita precedente. Il <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/viaggi" target="blank" rel="noopener nofollow" title="viaggio" data-wpil-keyword-link="linked">viaggio</a> più emozionante che ho fatto da sposata era dal supermercato alla scuola dei bambini. O comunque era qualcosa di estremamente organizzato, poco spontaneo e viscerale e non aveva nulla a che fare con lo spirito del viaggiatore. Ho fatto la turista, comoda e con la pancia piena, assaporando solo marginalmente l’essenza e la ricchezza che la voglia di vedere il mondo ti fa ardere dentro. Ma la colpa principalmente è stata la mia, che non ho saputo alimentare questa fiamma che da sempre mi brucia dentro e che mi ero adagiata in un rapporto molto comodo e convenzionale, nonostante le apparenze costruite su tatuaggi e capelli rosso fuoco.</p> <p>Saranno cambiate le circostanze, si sarà risvegliata la mia anima vagabonda, ma ora niente mi fa sentire a mio agio come spostarmi. Non ho nemmeno un macinino su quattro ruote che mi permetta viaggi sulla strada alla Kerouac e il mio conto in banca è perennemente in rosso, ma non riesco a starmene ferma al calduccio di casa mia. I miei spostamenti sono tutti alimentati da mezzi condivisi o dal pubblico trasporto e questo, devo ammetterlo, mi fa sentire ancora più coraggiosa. <strong>Sono convinta che l’unica molla che ci può far scattare è solo dentro di noi, in quello che siamo convinti di riuscire a fare. Il resto sono solo scuse che ci raccontiamo.</strong></p> <p><strong>Come dico spesso, nella mia vita ho fatto di necessità virtù.</strong></p> <p>Oggi viaggiare in treno è diventata un’abitudine a cui difficilmente potrei rinunciare. Trovo così romantiche le stazioni, con il personale in divisa e i sorrisi, le braccia spalancate da chi voleva stringerti con tanta impazienza. O anche solo gli sguardi che si incrociano, più loquaci di più mille parole e dai quali si capisce se chi ti aspetta ti conosce anche senza veli.</p> <p>In treno c’e chi legge, chi socializza, chi guarda come è bella la vicina di viaggio. Chi si trucca prima di scendere, chi cambia scarpe, chi viaggia con lo zaino da montagna e non si lava da settimane, chi ricama e se ne frega del tipico ritardo giornaliero. Si chiacchiera nei regionali come nel bar sotto casa e ci si racconta con estrema facilità agli sconosciuti. È un teatro a cielo aperto dove possiamo essere chiunque e inventarci ancora diversi nello spostamento successivo.<br />Avere la valigia in mano aiuta a scuotere la propria vita e a sentirsi sempre un po in bilico tra quello che siamo è quello che possiamo diventare. È rimettersi in <a class="wpilkeywordlink" href="https://giochi.ai/" target="blank" rel="noopener nofollow" title="gioco" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="383">gioco</a> un po' ogni volta e noi ci siamo già ben abituati. È il senso di instabilità e di scoperta. La difficoltà nel ritardo o nella perdita della coincidenza e <strong>la grande capacità che abbiamo di venirne sempre fuori, nel migliore dei modi possibili.</strong></p> <p><strong><br /></strong>Adoro viaggiare in solitaria, risparmiando fino al midollo e adattandomi alle diverse circostanze con lo stretto indispensabile, ma sempre con un paio di tacchi nella borsa. Mi piace spostarmi anche con i miei <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/genitori-con-figli" target="blank" rel="noopener nofollow" title="figli" data-wpil-keyword-link="linked">figli</a>, sfruttando le promozioni <em>Trenitalia</em> che li fanno viaggiare gratis sui treni ad alta velocità. Mi sembra di crescerli uno più cittadini del mondo, per quanto ancora il nostro universo sia ancora veramente troppo ridotto. Imparare ad ampliare i propri confini mentali e studiare geografia come se fosse una magia. E leggere di viaggi e di avventure per sentirci esploratori più di prima.</p> <p>Amo viaggiare e lo faccio meno di quanto vorrei ma più di quanto ho fatto fino ad ora.</p> <p>Viaggio amando lo spirito nomade che fa parte di me.</p> <p>Mi alimento dell’energia che alberga in questi luoghi dove le anime transitano, cariche del peso della loro vita.</p> <p>Ascolto la sonorità del linguaggio, rapita dalla diversità umana estremamente affascinante.</p> <p>E le donne. Quante belle donne viaggiano con i lunghi capelli raccolti, infreddolite nel loro cappotto e piene di sogni ad occhi aperti. In fin dei conti siamo tutte così, piccole bambine innamorate, crediamo ancora che tutto ci possa capitare e che prima o poi arriveremo a casa.</p> <p><strong>La nostra casa</strong>. Quella che avevamo costruito e che è crollata sotto i nostri occhi increduli. Ma ritorneremo proprio lì e la ritroveremo. A costo di andare in capo al mondo.<br /><img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/TRENO.jpeg" alt="" width="600" height="400" /></p>