Dopo la separazione: 5 respiri massimo al giorno

Il racconto di una giornata di una mamma separata

<p><em>Grazie a Sara, Milano.</em></p> <p>Non ne posso pi&ugrave;, mio <strong>marito</strong> &egrave; andato via di casa da meno di sei mesi,&nbsp;<strong>mi sembra</strong> di impazzire, <strong>mi sembra </strong>di non respirare durante tutta la giornata, <strong>mi sembra </strong>di non riuscire a far fronte a tutto, <strong>mi sembra</strong> che la ruota giri sempre pi&ugrave; velocemente, <strong>mi sembra </strong>che tutto mi scappi di mano, <strong>mi sembra </strong>che le cose vadano storte sempre nel momento peggiore, proprio come la macchina che ha deciso di accendere una strana spia proprio ora che non ho pi&ugrave; lui a cui chiedere.</p> <p><strong>Una cavolata?</strong> Basterebbe andare dal meccanico a farla vedere, ma non riesco a trovare il tempo, sto correndo troppo velocemente per fermarmi per un pin stop. Ecco la mia nuova giornata tipo: mi alzo un&rsquo;ora prima di quando ero sposata, rifaccio il letto in massimo due mosse, doccia, trucco, sveglio i bambini, preparo la colazione, i vestiti ormai non glieli preparo pi&ugrave; perch&egrave; non c&rsquo;&egrave; tempo.</p> <p>Quindi come si vestono si vestono va bene comunque! Mentre i bambini fanno colazione stendo i panni, messi a lavare la sera prima, ormai non uso neanche pi&ugrave; lo stendino, <strong>addobbo direttamente i termosifoni </strong>per far s&igrave; che siano asciutti per la sera quando torno e ho imparato ad ottimizzare ogni tipo di termosifone. Quelli lunghi per i lenzuoli, quelli con il bordo per i maglioni, quello in camera dei ragazzi per la biancheria.</p> <p>Giro per casa tipo pazza appendendo panni ovunque ed urlando ai bambini di muoversi a fare colazione. Preparo la colazione dei ragazzi e gliel&rsquo;appoggio sul tavolo dicendo <strong>ogni mattina</strong> di metterla nello zaino. Svuoto la lettiera del gatto, lancio un&rsquo;occhiata all&rsquo;agenda per capire che giornata sar&agrave;, chiedo ai ragazzi di sparecchiare, mentre porto il <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/cani-ammessi" target="blank" rel="noopener nofollow" title="cane" data-wpil-keyword-link="linked">cane</a> a fare una giratina. Accidenti a me e a quando mi sono fatta convincere di prendere il cane dal mio ex, i bambini lo vogliono tanto.</p> <p><strong>Con la separazione</strong> mi &egrave; rimasto pure questo! Gli voglio bene, per carit&agrave;, ma &egrave; un di pi&ugrave; che davvero non mi potrei permettere n&eacute; per il tempo che richiede n&eacute; per i costi. &nbsp;Prego il cane di fare la cacca veloce, ma ovviamente &egrave; il suo momento e vuole goderselo. Si prende tutto il tempo che vuole e io scalpito. Rientro e trovo i ragazzi che dondolano per casa, sbraito che siamo in ritardo e li trascino fuori facendogli mettere la giacca mentre scendiamo le scale.</p> <p>Saliamo in auto, chiedo se sanno che giornata li aspetta, e mentre rispondono, penso a come ottimizzare la strada per arrivare al primo appuntamento della mattinata. Mi scuso, che siamo sempre di corsa, loro mi baciano e dicono che non fa nulla! <strong>Escono e faccio un bel respiro: il primo della giornata.</strong></p> <p>Rimbalzo tutto il giorno tra un appuntamento e l&rsquo;altro incastrando nei tragitti la mia <strong>to do list</strong> personale: passare dal centro medico a ritirare le analisi, fermarmi alla posta a pagare il bollettino, <strong>corro, ma sono sempre in ritardo</strong>. Mangio in auto un pezzo di schiacciata, la pausa <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/pranzi" target="blank" rel="noopener nofollow" title="pranzo" data-wpil-keyword-link="linked">pranzo</a> &egrave; quasi sempre a base di panini o schiacciate da consumarsi al volo.</p> <p>&Egrave; quasi ora di riprendere i ragazzi a scuola e c&rsquo;&egrave; un traffico inimmaginabile, chiamo una mamma di scuola e le chiedo, mortificata se, nel caso che non ce la dovessi fare, se mi prende i <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/genitori-con-figli" target="blank" rel="noopener nofollow" title="figli" data-wpil-keyword-link="linked">figli</a>, mi sarei materializzata dopo poco di fronte all&rsquo;uscita. Suono il clacson, maledico i vecchietti che guidano come lumache, sbraito con la signora che attraversa, poverina avrebbe pure ragione! Arrivo a scuola e ovviamente non c&rsquo;&egrave; parcheggio, lascio la macchina in doppia fila davanti ad un cassonetto, non metto pi&ugrave; la macchina in doppia fila davanti ad un&rsquo;altra macchina da quando un signore mi fece una partaccia dicendo che l&rsquo;avevo sequestrato. Aveva ragione! <strong>Corro mentre mi infilo la giacca verso l&rsquo;uscita di scuola</strong>&nbsp;e&nbsp;ansimando mi accorgo che ce la posso fare, posso essere l&igrave; al momento dell&rsquo;apertura della porta e vedere i loro visi felici e contenti di vedermi l&igrave;. Smetto di correre e mi piazzo in prima fila davanti alla porta.<br /> <strong>Respiro, il secondo respiro della giornata.</strong> Li prendo e in auto parliamo di come &egrave; andata a scuola, corriamo a casa di una signora a cui guardo la <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/2018/09/01/327-la-lettera-di-un-madre-separata-alla-figlia/" target="blank" rel="noopener" title="figlia" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="221">figlia</a> per arrotondare un po&rsquo;, prendiamo anche la piccola, i ragazzi felici di vederla la coccolano finche arriviamo a casa, saliamo, prendiamo il cane. Io e la pi&ugrave; piccola usciamo a portarlo per la sua passeggiatina. Rientriamo e ricordo ai maschi che ci sono i compiti da fare, ricordo a me stessa che ci sono i panni da ritirare, la <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/cene" target="blank" rel="noopener nofollow" title="cena" data-wpil-keyword-link="linked">cena</a> da preparare, apro il frigo, vuoto, ma come &egrave; possibile che sia sempre vuoto? Prendo i ragazzi ed andiamo a fare la spesa, veloce, so gi&agrave; cosa prendere, sempre le stesse cose. Mi rendo conto che compro anche l&igrave; sempre le stesse cose, ormai sono programmata. Torniamo a casa e con la bambina prepariamo la cena, mentre i ragazzi fanno i compiti.</p> <p>Arriva la mamma della piccola a riprendersela, cos&igrave; posso procedere con l&rsquo;utilizzo di forni e fornelli senza preoccuparmi di ustionare nessuno in modo irreversibile. Tutto &egrave; in cottura. I ragazzi sono tranquilli ed io ne approfitto per rispondere a delle mail dal cellulare.</p> <p>Stasera mangiamo sul divano non ho voglia di apparecchiare e soprattutto poi di sparecchiare, quando si mangia sul divano la regola &egrave; che poi i ragazzi fanno la lavastoviglie. &ldquo;<em>Ragazzi &egrave; pronto! Si mangia sul divano</em>.&rdquo; Esultano, porto di l&agrave; i piatti, l&rsquo;acqua e i bicchieri, allestiamo un pic nic in bilico fra un cuscino e l&rsquo;altro, mangiamo guardando qualcosa alla tv, ridiamo, sono esausta. Oggi non hanno avuto <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/sport" target="blank" rel="noopener nofollow" title="sport" data-wpil-keyword-link="linked">sport</a>, quindi &egrave; stata una giornata relativamente tranquilla, ma domani mi tocca. Loro sparecchiano e fanno la lavastoviglie, riporto il cane e gli comunicato che &egrave; l&rsquo;ultima volta che lo porto per <a class="wpilkeywordlink" href="https://giornatamondiale.it/oggi-giornata-mondiale/" target="blank" rel="noopener nofollow" title="oggi" data-wpil-keyword-link="linked">oggi</a> quindi che si desse una regolata! Torno a casa, do il bacio della buona notte ai ragazzi che mi chiedono di stare con loro.</p> <p>Vogliono stare ancora un po&rsquo; svegli e sanno che questa tecnica funziona sempre. Ridiamo, ci raccontiamo i momenti salienti della giornata. &Egrave; arrivato il momento di dormire, buona notte.</p> <p>Vado in cucina, chiudo la porta, vado in terrazza, mi metto sul panchetto che c&rsquo;&egrave; in terrazza e mi accendo una sigaretta. Avevo smesso, ma con la <strong>separazione</strong> la sigaretta serale, me la sono concessa, me la godo proprio, sono i miei tre minuti di goduria, respiro e anche se quei <strong>respiri</strong> si riempiono di fumo sono il segnale che fra poco potr&ograve; spengermi e dormire, non prima di aver stirato i panni ritirati.</p> <p>Per fortuna che almeno &egrave; ricominciata la serie &ldquo;<strong>Una mamma per amica</strong>&rdquo; almeno stiro mentre guardo quella! Mi strucco, e finalmente mi metto a letto, faccio un <strong>ultimo respiro </strong>prima di cominciare a pensare alla pianificazione di domani e annegare nei pensieri. Quando ero sposata non mi sembrava che mio <strong>marito</strong> mi desse un grande aiuto, ma probabilmente erano proprio le piccole cose che mi levava che mi aiutavano ad avere ritmi pi&ugrave; gestibili.</p> <p><strong>Comunque anche per <a class="wpilkeywordlink" href="https://giornatamondiale.it/che-giorno-e-oggi/" target="blank" rel="noopener nofollow" title="oggi" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="476">oggi</a> ho respirato 5-6 volte, direi che tutto va bene, si pu&ograve; andare avanti</strong></p>