Gelosie e possessione nei rapporti di coppia
<h3 style="text-align: center;">Sei mia<img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/Matrimonioseparazione.jpg" width="900" height="600" /></h3> <p>Tempo fa, parlando con una cara amica, mi disse che per lei la frase più bella da dire ad una donna è “<strong><em>Sei mia</em></strong>”.</p> <p>Da questa discussione naturalmente ne scaturì una riflessione che vorrei condividere con voi. Ma perchè ci è così necessario appartenere a qualcuno? Perché è così forte il bisogno di aderire alla vita di un altro? Spesso questo pensiero è rivolto ad una persona, ma può anche essere inteso come bisogno di appartenenza ad un gruppo, ad una società. Sicuramente ha a che fare con la nostra evoluzione di esseri umani e il nostro essere animali sociali, ma non mi convince fino in fondo.</p> <p>Io credo che innanzitutto e in modo primario noi siamo e apparteniamo solo a noi stessi. Per fare questo bisogna disegnare un confine tra noi e gli altri che però non sia un muro, ma piuttosto un recinto che si può aprire e chiudere, dal quale si può uscire, ma che lascia anche entrare dentro. Un confine permeabile. <strong>Quando ci si sente sempre figlia/o di, e poi <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/2018/09/01/ho-tradito-mia-moglie/" target="blank" rel="noopener" title="moglie" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="86">moglie</a> di, o marito di, oppure compagno di..,</strong> si fa fatica a vedere con chiarezza chi siamo veramente. Nella vita ci sono mille opportunità, ma fra queste me ne vengono in mente due: o si passa una vita da soli e a 40 anni si trova il partner della vita, e quindi si fatica a cambiare abitudini e a mediare una vita insieme, <strong>oppure a 40 anni ci si separa e ci si trova da soli a fronte di anni passati insieme, e non si sa più chi sia quella persona sola.</strong></p> <p>A volte ci è stato chiesto in seduta di mediazione: “<em>Ma</em> <em>come faccio a ripartire da me? Cosa significa?”</em>. Questa domanda lascia trapelare un vuoto immenso, che però si può colmare! Questa è una certezza. Tutti noi siamo qualcuno prima di essere di qualcuno, semmai lo volessimo essere.</p> <p>Tutti noi abbiamo sogni, capacità, punti di forza, bellezza che spesso non ci riconosciamo e che spesso vengono congelate e rinnegate o peggio svalutate. Chi di noi è capace di dirsi “Sei stato bravo”, “Queste sono le mie qualità”, “Questa è la mia bellezza!” “Questi sono i miei sogni e li inseguirò”. Non sono sicura che siamo molto bravi in questo, ma dobbiamo provarci, perchè se non vediamo la bellezza dentro di noi non la vedremo neanche negli altri e il mondo ci sembrerà sempre un posto mediocre.</p> <p><strong>Se non ci vogliamo bene come possiamo volerne agli altri? Se ci sentiamo inadeguati come potrà soddisfarci la vita?</strong></p> <p><br /><strong>Ottavia Re Fraschini, Sara Rimoldi</strong> di<a href="/professionisti/mediatori-familiari.12/promesis-intermediazione.12" target="blank" rel="noopener noreferrer"> Promesis s.s. Mediazione Familiare</a></p> <p> </p> <p><img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/solitudine-da-separazione.jpg" width="900" height="600" data-caption="" /></p> <p> </p>