La mia vita da genitore single

Avere la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare quelle che posso e la saggezza di conoscerne la differenza

<p>&ldquo;Avere la serenit&agrave; di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare quelle che posso e la saggezza di conoscerne la differenza; avere la pazienza per i cambiamenti che richiedono tempo, la capacit&agrave; di accettare tutto quello che ho, la tolleranza per quelli che hanno lotte diverse dalla mia, e la forza di rialzarmi e di provarci di nuovo un giorno alla volta&rdquo;: questa la preghiera spirituale che mi accompagna da 16 anni, da quando ho iniziato un percorso che mi ha portato 3 anni fa a decidere di separarmi dall&rsquo;uomo col quale ho fatto la &ldquo;crocerossina&rdquo; per quasi 30 anni.</p> <p>I miei genitori sono separati da quando io avevo 1 mese; mio padre vive all&rsquo;estero da sempre.</p> <p>Mia madre ha cresciuto me e mio fratello maggiore con l&rsquo;aiuto soprattutto dei suoi genitori ma anche dei miei nonni paterni. Quando avevo 7 anni, mia <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/2018/09/01/327-la-lettera-di-un-madre-separata-alla-figlia/" target="blank" rel="noopener" title="madre" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="149">madre</a> ha trovato un compagno e mio padre &ndash; che ne aveva gi&agrave; una da qualche anno &ndash; ha avuto un figlio da questa relazione. Tra i miei 15 e 16 anni sono nati poi un altro fratello da parte di mia madre e una sorella da parte di mio padre.</p> <p>Sono cresciuta negli anni &rsquo;70-&rsquo;80 con una delle prime famiglie allargate, atipiche per quel periodo. Mi sono sempre detta che la mia era solo una famiglia diversa, ma la realt&agrave; &egrave; che a quell&rsquo;epoca famiglie diverse come la mia non ce ne erano e tutte le volte dovevo spiegare che quel &ldquo;lui&rdquo;, compagno poi marito di mia mamma, non era mio babbo mentre mio babbo abitava all&rsquo;<a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/viaggi-all-estero" target="blank" rel="noopener nofollow" title="estero" data-wpil-keyword-link="linked">estero</a> ed aveva un&rsquo;altra famiglia; per me era pesante e faticoso, tanto &egrave; che ad un certo punto ho iniziato a dire che quel &ldquo;lui&rdquo; era il mio babbo. S&igrave; col senno di poi mi sono sentita davvero un brutto anatroccolo, soprattutto ad avere fratelli e sorelle dalle seconde nozze di entrambi i miei genitori.</p> <p>Oltre a questo, mi ha fatto soffrire moltissimo di essere stata obbligata ad andare da mio padre all&rsquo;estero nei mesi estivi e per le feste; piangevo disperata dal momento della partenza al giorno di rientro; non volevo andarci perch&eacute; non mi sentivo assolutamente accolta ed amata e l&rsquo;ho esternato in tutti i modi; ma nessuno mi ha ascoltata e ha voluto capire.</p> <p>Mi ha tremendamente irritata e contrariata anche il fatto di avere dovuto fare la baby-sitter dall&rsquo;et&agrave; di 8 anni tutte le volte che andavo da mio padre; io volevo giocare come ogni bambino ha il diritto di fare e non fare la mammina ai miei fratelli! Odiavo quel ruolo e poi ti senti mortificare di fronte ai rimproveri per non avere bene accudito i fratelli. Io ero una bambina e invece sono cresciuta adulta fin da piccola, sentendo anche l&rsquo;assenza fisica ed emotiva di mio padre, un uomo dedito principalmente al suo lavoro che ho sentito distante emotivamente e affettivamente proprio nel periodo di maggiore bisogno per un <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/2018/09/01/232-lettera-a-mio-figlio/" target="blank" rel="noopener" title="figlio" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="291">figlio</a>, infanzia e adolescenza, ovvero dalla nascita all&rsquo;et&agrave; adulta.</p> <p>Mia madre ha comunque fatto molto; negli anni&rsquo;70 era separata con due figli, senza casa e senza lavoro ed &egrave; riuscita ad ottenere un&rsquo;occupazione fissa e a prendere in affitto un appartamento tutto per noi; successivamente, incontrando un nuovo compagno, divenuto in seguito suo marito, ha dato a me e a mio fratello una nuova dimensione familiare.</p> <p>Sono cresciuta impegnandomi fondamentalmente in una cosa: fare la brava ed essere il pi&ugrave; perfetta possibile come figlia per non complicare le cose che gi&agrave; erano difficili; quindi ho vissuto la mia infanzia e adolescenza con la tendenza evidente a compiacere gli altri, specialmente le persone di genere maschile, e cercando di soddisfare i bisogni degli altri e non i miei di cui non conoscevo nemmeno l&rsquo;esistenza. Ho fatto questo fino a 3 anni fa quando ho deciso di separarmi. Con mia figlia, quando era piccolissima, avevo un rapporto di simbiosi, non molto salutare. Lei sostituiva il mio compagno e marito che non c&rsquo;era quasi mai, i miei genitori che c&rsquo;erano poco; lei era i miei suoceri che abitavano in un&rsquo;altra citt&agrave;; lei riempiva tutta l&rsquo;assenza delle altre persone nella mia vita.</p> <p>&Egrave; da l&igrave; che &egrave; iniziato un <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/viaggi" target="blank" rel="noopener nofollow" title="viaggio" data-wpil-keyword-link="linked">viaggio</a> verso il recupero che mi ha portata ad appropriarmi del mio essere donna e del mio ruolo di madre rispettando il suo di figlia ; che mi anche portato a dire basta ad un rapporto malsano col padre di mia figlia. Molto l&rsquo;ho imparato da lei, sbagliando, inciampando e rialzandomi. Ricorder&ograve; sempre quel giorno in cui mia figlia &ndash; aveva 9 anni - mi spiazz&ograve; con una domanda: &ldquo;Mamma, chi &egrave; per te la persona pi&ugrave; importante? Rimasi senza parole perch&eacute; volevo risponderle &ldquo;Sei tu amore mio&rdquo; ma sapevo che non era la risposta corretta, cos&igrave; le rigirai la domanda perch&eacute; non avevo il coraggio di risponderle e lei mi rispose &ldquo;io, poi ci sei tu poi babbo e i nonni&rdquo;.</p> <p><a class="wpilkeywordlink" href="https://giornatamondiale.it/oggi-giornata-mondiale/" target="blank" rel="noopener nofollow" title="Oggi" data-wpil-keyword-link="linked">Oggi</a> so bene che sono io la persona pi&ugrave; importante. <a class="wpilkeywordlink" href="https://giornatamondiale.it/che-giorno-e-oggi/" target="blank" rel="noopener nofollow" title="Oggi" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="473">Oggi</a> mia figlia, che &egrave; un&rsquo;adolescente, sta vivendo la sua vita, non la mia; ha i suoi interessi che sono diversi dai miei; ha le sue idee che non sono le mie.</p> <p>Da allora che ero figlia di<strong> genitori separati </strong>ad <a class="wpilkeywordlink" href="https://giornatamondiale.it/cosa-si-festeggia-oggi" target="blank" rel="noopener nofollow" title="oggi" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="502">oggi</a> che sono una <strong>gengle</strong> &egrave; cambiato radicalmente tutto: quando si sono separati i miei genitori ero in fasce ed erano gli anni &rsquo;70; ho sofferto tantissimo di questa famiglia allargata anomala; quando mi sono separata io erano 2 anni fa, dopo 26 anni di vita di coppia, e avevo una figlia di 15 e anche se inizialmente mi sono sentita un&rsquo;anima persa perch&eacute; dovevo riprendere in mano me stessa e la mia vita, incontrando gli altri <strong>gengle</strong> non ho sentito assolutamente pi&ugrave; quella morsa dolorosa provocata dalla solitudine, dal sentirmi diversa e dall&rsquo;essere considerata diversa. Oggi accetto me stessa, la mia condizione e soprattutto mi confronto e condivido con gli altri genitori nella mia stessa situazione che so che possono comprendermi e accogliermi.</p> <p>Poi, dopo 9 mesi dalla separazione, ho conosciuto <strong>Gengle</strong> e l&igrave; la mia rinascita ha avuto un ulteriore forte impulso &ldquo;<em>perch&eacute; il modello di vita che propone Gengle, legato alla condivisione, sposa la mia idea genitoriale</em>&rdquo; cit. dalla pagina Facebook di Gengle ma anche il mio modo di essere. Da allora &egrave; iniziata una nuova fase di pi&ugrave; di 2 anni per riuscire a&nbsp; metabolizzare e accettare la fine del mio progetto di vita di coppia e di famiglia. Ho scoperto in questo periodo che ogni nuovo giorno che si rinnova porta con se situazioni, emozioni e sentimenti diversi: si pu&ograve; toccare il fondo, attraversare tunnel neri e vedere la luce, essere triste e sentirsi distrutti e poi gioire, sentirsi felici e ridere a crepapelle; si pu&ograve; provare una rabbia distruttiva e un dolore lancinante per poi arrivare a sentire la quiete, a perdonare, ad accettare di avere delle ferite che si sceglie volontariamente di curare; si pu&ograve; pensare di non fare mai una certa cosa e il giorno dopo invece la fai. Ed oggi, dopo 2 anni e mezzo che conosco e frequento <strong>Gengle</strong> come &egrave; cambiata la mia vita?</p> <p>Oggi tocco il cielo con un dito perch&eacute; sono riuscita a comunicare e condividere con l&39;altro <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/genitori-con-figli" target="blank" rel="noopener nofollow" title="genitore" data-wpil-keyword-link="linked">genitore</a> dopo il buio pi&ugrave; profondo ed &egrave; davvero una sensazione nuova, di gioia e di quiete! Non ero orgogliosa n&eacute; serena di essere l&39;unico riferimento per nostra figlia in questi primi anni di separazione, su tutto e per tutto; avevo provato a condividere col padre ma non eravamo pronti nessuno, n&eacute; io, n&eacute; lui n&eacute; nostra figlia. Dando tempo al tempo e con una inesauribile pazienza, toccando ognuno di noi il proprio fondo in modi diversi, ci stiamo riappropriando dei nostri ruoli; nostra figlia pu&ograve; finalmente fare la figlia adolescente con tutti e due i genitori non solo con me per fortuna!, non rassicura pi&ugrave; i genitori e si occupa delle sue faccende! Io mi sto alleggerendo un giorno alla volta di un carico di responsabilit&agrave; eccessivo che mi ero presa e il padre sta entrando in punta dei piedi nella vita di nostra figlia che per la prima volta gli sta aprendo la porta piano piano.</p> <p>Ho faticato molto, mi sono messa in discussione quasi ogni giorno, sopratutto in questo ultimo anno e mezzo; ho chiesto aiuto a professionisti esperti di adolescenza, ho parlato tanto le mie amiche e il mio compagno hanno le orecchie in disuso per questa ragione!, mi sono confrontata e ho cercato di cambiare e di essere elastica impegnandomi a rimanere autorevole e ben salda cosa per me difficilissima; l&39;ulteriore passaggio &egrave; stato mollare e dare fiducia all&39;altro <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/" target="blank" rel="noopener" title="genitore" data-wpil-keyword-link="linked">genitore</a> quando per&ograve; anche l&39;altro genitore aveva toccato il suo fondo ed &egrave; stato pronto a relazionarsi e anche alla figlia. <strong>Sopratutto nell&39;adolescenza &ndash; secondo me sottovalutata nelle separazioni perch&eacute; si pensa che i figli siano grandi e pronti e invece sono nel caos e disorganizzazione pi&ugrave; totale per cui la separazione si inserisce come elemento di ulteriore instabilit&agrave; nella loro vita</strong> - &egrave; fondamentale cercare un dialogo con l&39;altro genitore e rispettare ognuno il proprio modo di esserlo guardando sempre all&rsquo;unico obiettivo comune che &egrave; il bene dei figli in comune. Su questo cambiamento di atteggiamento nei confronti del mio ex marito mi ha molto aiutato ascoltare le varie e tante esperienze dei gengle perch&eacute; mi ha fatto riflettere ma sopratutto mi ha fatto decidere che tipo di genitore io voglio essere; ho deciso che io voglio rispettare il padre di mia figlia, che nessun genitore ha un libretto di istruzione, che io non sono perfetta e non posso decidere come l&rsquo;altro genitore debba esercitare la propria genitorialit&agrave;, ma se riusciamo a comunicare e a farlo insieme seppur da separati sicuramente sar&agrave; vantaggioso per tutti.</p> <p>Il mio messaggio &egrave; quindi di augurio e speranza per chi, come era per me prima, &egrave; ancora all&rsquo;inizio della separazione, magari in conflitto, in un tunnel o su binari paralleli con l&39;altro genitore; se si vuole, forse una strada con un po&rsquo; di luce si trova, partendo da se stessi, dall&39;essere elastici ma anche determinati e fermi, dall&rsquo;avere fiducia, dal condividere e confrontarsi, sperando che ci sia ad un certo momento un punto di incontro con l&39;altro genitore verso il quale un ponte va sempre lasciato aperto&hellip;</p> <p>&nbsp;</p>