Dopo la separazione: come ritrovare la propria strada

Dopo la separazione i sentimenti che ci girano in testa sono di confusione, precarietà, fallimento ed estrema tristezza.

<p><a href="/blog/262/la-bambina-che-e-in-noi/">Dopo la <strong>separazione</strong> i sentimenti che ci girano in testa sono di confusione, precariet&agrave;, fallimento ed estrema tristezza</a>. Non abbiamo la forza per andare avanti o per iniziare una nuova vita o una nuova relazione. Chi ci sta vicino ci parla di ricominciare, di buttarsi in una nuova sfida, di aprirci al cambiamento, ma proprio non ne abbiamo la volont&agrave;, n&eacute; la voglia, n&eacute; la forza.</p> <p>Il momento in cui il nostro ex partner esce dalla porta sbattendola sentiamo quel tonfo gi&ugrave; fino in fondo allo stomaco e l&igrave; rimane creando una voragine sempre pi&ugrave; profonda. Questo ci fa sentire tristi, sconfitti, disperati, a tratti ansiosi o angosciati.</p> <p>Ma qual &egrave; il momento in cui tutto questo finisce? O almeno si allevia? Perch&eacute; c&rsquo;&egrave; un momento in cui questo accade, vero? Certamente i momenti di passaggio sono complicati, e forse non si pu&ograve; parlare solo di passaggio, ma meglio ancora sarebbe parlare di risalita: dall&rsquo;oblio, dal buio, dallo sconforto. Eppure un momento c&rsquo;&egrave;, in cui risaliamo, piano piano, passettino dopo passettino, con cautela per non scivolare di nuovo.</p> <p>C&rsquo;&egrave; un momento in cui ci guardiamo allo specchio e non vediamo solo uno specchio appannato ma un&rsquo;immagine riflessa che riconosciamo e che ci piace ancora. Non &egrave; chiaro a tutti come avvenga questo cambiamento, ma avviene. Non &egrave; chiaro a tutti da dove si attinga la forza interiore necessaria a tutto questo, ma arriva.</p> <p>Non &egrave; chiaro a tutti quali siano le motivazioni e i bisogni che ci permettono di alzare la testa e ricominciare ma ci sono. Sentiamo tutto questo dentro di noi con una forza dapprima debole, lontana, quasi timida e poi prorompente, travolgente. Una forza che non pensavamo di avere, ma che abbiamo, nascosta in fondo in fondo, che non ci siamo mai riconosciuta.</p> <p>Qual &egrave; stata l&rsquo;ultima volta che ci siamo detti: &ldquo;Bravo! Sono stato forte! Sono stato coraggioso!&rdquo;. Forse questa incapacit&agrave; a dirsi quanto si &egrave; capaci, forti, coraggiosi, combattenti &egrave; il nostro peggiore punto di debolezza. Aspettiamo sempre che siano gli altri a riconoscere le nostre qualit&agrave;, ma se non lo facciamo noi per primi, come faranno gli altri a vederle?</p> <p><a href="/blog/264/quale-scelta/">Chi ci sta vicino pu&ograve; parlarci di cambiamenti, nuova vita, sfide da affrontare, ma solo noi sapremo qual &egrave; il momento per affrontarle</a>.</p> <p><strong>Ottavia Re Fraschini e Sara Rimoldi di Promesis</strong></p>