Famiglia allargata: istruzioni per l'uso

Due famiglie, due case: la famiglia allargata

<p>Ho riflettuto molto se scrivere o meno questo articolo.</p> <p>Sapevo che ci avrei messo dentro tutta me stessa e non sapevo se mi sentivo di mettermi cos&igrave; a nudo di fronte a questa problematica: accettare la famiglia allargata.</p> <p>Ho capito che le sensazioni, le emozioni e le continue prove a cui veniamo sottomessi ogni giorno della nostra vita da separati sono le stesse e allora ho compreso che non avrei detto niente di nuovo, ma avrei condiviso solo uno stato d&rsquo;animo comune a molti <strong>gengle.</strong></p> <p><strong>Perch&egrave;</strong> questa premessa? <strong>Perch&eacute; non pensavo </strong>che a cos&igrave; poco tempo dalla separazione avrei dovuto di <em>&ldquo;condividere&rdquo;</em> mia <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/2018/09/01/327-la-lettera-di-un-madre-separata-alla-figlia/" target="blank" rel="noopener" title="figlia" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="216">figlia</a> con degli sconosciuti.</p> <p>D&39;altronde che sar&agrave; mai. Ognuno di noi si ritrova a vivere come nella famiglia dei &quot;<em>cesaroni</em>&quot;.</p> <p>La situazione &egrave; questa: mia figlia torna a casa e mi racconta la sua giornata trascorsa con pap&agrave; e alla quale parola aggiunge sempre il nome dell&39;altra. Mi dice di aver giocato con altri due bambini che conosce benissimo, ma che io ignoro chi siano e non posso dare un volto a quei nomi che ogni settimana lei riporta a casa come suo vissuto quotidiano.</p> <p>Cos&igrave; ogni giorno che passa so che lei sta vivendo una vita che posso solo immaginare attraverso i suoi racconti. Poi la mia paura si &egrave; fatta realt&agrave;: quando mia figlia ha chiesto alla nonna se <em>l&39;altra</em>&rdquo; sia sua mamma.</p> <p>La confusione dei ruoli &egrave; sopraggiunta: due famiglie, due case, mentre io considero mia figlia solo in una casa. La mia, la nostra casa. Io e lei siamo la famiglia perch&egrave; continuo ad ignorare l&39;altra met&agrave; della mela che si &egrave; staccata da noi e di cui faccio ancora fatica a rendermene conto.</p> <p>Poi una mattina sono al parco, e ho visto mia figlia che gioca con due bambini, ho pensato che si fossero appena conosciuti e mi stupisco di come questi bambini avessero tanta accortezza nei confronti della mia bambina. Poi uno di loro chiede a lei di promettergli di fare la brava tutte le domeniche in cui andr&agrave; a casa sua, improvvisamente tutto si &egrave; fatto pi&ugrave; chiaro. Quei bambini adesso hanno un volto e mia figlia &egrave; perfettamente in sintonia con loro, tanto che si chiedono se lei sia loro sorella. Ma io mi chiedo quando tutto &egrave; cominciato e soprattutto io dov&39;ero?</p> <p>Che facevo quando mia figlia veniva coinvolta in un nuovo rapporto di cui io ignoravo l&39;esistenza e al quale non ho mai dato l&39;approvazione. Vi starete chiedendo se in quello stesso momento abbia conosciuto <em>l&39;altra </em>, e bene no. In quello stesso momento ho conosciuto il loro pap&agrave;. Stavo parlando con uno sconosciuto che sta vivendo le mie identiche frustrazioni. Ci siamo ritrovati a vedere giocare i nostri <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/genitori-con-figli" target="blank" rel="noopener nofollow" title="figli" data-wpil-keyword-link="linked">figli</a> senza che noi prendessimo alcuna decisione, semplicemente perch&eacute; qualcun altro le aveva gi&agrave; prese per noi.</p> <p>Mi parlava e in quell&39;istante venivo a conoscenza di cose che fino a quel momento avevo totalmente ignorato, e i pezzi del puzzle tornavano ognuno al loro posto.</p> <p>Sono seguiti dei lunghi silenzi, mi sembrava di vivere in un film e cercavo disperatamente la parola <strong>fine </strong>che sapevo benissimo non sarebbe mai arrivata.</p> <p>Ci siamo salutati forse con un po&rsquo; di amarezza, coscienti del fatto che non proveniva da noi stessi, semplicemente era stata causata da chi in quel momento aveva deciso d&39;imporre le proprie scelte di vita e noi non potevamo che rimanere l&igrave; seduti su quella panchina a prenderci le conseguenze!</p>